Dubbiosi? Basta aspettare: andate dritti verso i vostri obiettivi (non ve ne pentirete)

Spesso il dubbio ci frena e non ci permette di realizzare i nostri sogni e i nostri progetti. Iniziamo invece ad allontanare le nostre paure, perché una vita piena di dubbio è una vita bloccata

Il dubbio è la madre di nuove scoperte, di evoluzione, di progresso, se usato bene: non c’è niente di peggio di uno stupido sicuro di sé. In questo articolo però non parlo del dubbio costruttivo, quello che cerca nuove risposte, nuovi orizzonti di pensiero: sto parlando del dubbio che avvelena le menti di moltissimi di noi, che serpeggia tra i discorsi delle persone e nei pensieri di chi sogna un cambiamento o un grande obiettivo e poi si spaventa dei suoi stessi pensieri.

Nel Coaching, il Coach deve assicurarsi che l’obiettivo della persona sia “realistico”: non ho mai avuto problemi in questo senso, anzi. Gli obiettivi che mi pongono i clienti sono spesso estremamente poco ambiziosi, anemici, piccoli e neanche troppo desiderabili per il cliente stesso. Semplicemente, crede che sia il massimo che possa raggiungere. La persona media è in preda a così tanti dubbi sulle proprie capacità, sulle opportunità intorno a lei, sulla possibilità di raggiungere qualcosa di ambizioso, che rimane bloccata sul posto raccontandosi la storia del “non si può fare”. D’altronde, la società non ci aiuta: prova a dire a qualcuno che hai l’obiettivo di aprire un’azienda per seguire un tuo sogno e guadagnare molto bene con esso e ti guarderanno con compassione, dicendoti che è meglio lasciare perdere – nonostante ci siano migliaia di persone che hanno fatto esattamente quello. Esiste un’industria miliardaria che fonda le sue strategie di marketing sul dubbio: ci dicono che non siamo adeguati, se non con quel prodotto.

Mi chiedo cosa succederebbe se invece di mettere in dubbio i nostri obiettivi, mettessimo più in dubbio le nostre paure, spesso irreali: probabilmente, avremmo una vita molto diversa, più piena e realizzata.

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