Francis Scott Fitzgerald, ecco 10 cose che (quasi) nessuno sa di lui

Lo scrittore americano è ancora un fenomeno editoriale in Italia: l’anno scorso sono stati ripubblicati 12 suoi libri. Ecco alcune curiosità sull’uomo che si autodefiniva ”un prete vizioso” ma che in realtà era un bravo cristo

Fitzgerald colpisce ancora. La fama postuma di uno degli scrittori americani più rappresentativi – interpretando, tra l’altro, lo schema tipico dello scrittore americano topico: ascesa, successo, caduta, precipizio nell’oblio, resurrezione post mortem, clamorosa – continua a divampare. Film tratti dai suoi libri – Il grande Gatsby lo ricordiamo, almeno, con il volto di Robert Redford e con quello, tumefatto dalla gloria, di ‘Leo’ Di Caprio; Gli ultimi fuochi, di Elia Kazan, è con carismatico ‘Bob’ De Niro – dalla sua vita – Fitzgerald ha il volto di Gregory Peck in Adorabile infedele, di Tom Hiddleston in Midnight in Paris di Woody Allen e di Guy Pearce in Genius di Michael Grandage – e dalla sua donna, Zelda – quest’anno sono 70 anni dalla morte e in coda, per rappresentarla al cinema, ci sono Scarlett Johansson e Jennifer Lawrence – non si contano. D’altronde, Fitzgerald continua a essere un fenomeno editoriale anche nel nostro Paese di scarsi lettori: la scorsa stagione editoriale, tra ritraduzioni (Gli ultimi fuochi, Rusconi), lettere (Sarà un capolavoro. Lettere all’agente, all’editor e agli amici scrittori, Minimum fax), racconti ritrovati (Per te morirei, Rizzoli) e chicche varie (Cento false partenze, Belleville, ad esempio), si contano almeno dodici ‘uscite’, cioè un Fitzgerald al mese (che toglie la cattiva lettura di torno). La ciliegina sul fenomeno, a cento anni dalla primissima prova (The Princeton Tiger, novella del 1917), è la sontuosa biografia di David S. Brown, storico, prof all’Elizabethtown College, pubblicata dalla Harvard University Press come Paradise Lost. A Life of F. Scott Fitzgerald (pp.424, euro 27,00).

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