La guerra della Guardia di Finanza al “paradiso fiscale” delle criptovalute

La GdF con la sua circolare n.1/2018 ha fatto una dichiarazione di guerra alle attività illegali nascoste dietro la compravendita di Bitcoin e altre criptovalute

JACK GUEZ / AFP

Il bitcoin è l’ultima trovata per eludere il fisco? A sostenerlo è l’esperto americano di criptovalute Anthony Freeman. Le piattaforme di scambio delle criptovalute (come Bitcoin e Ethereum), ha scritto di recente, «mostrano le caratteristiche tipiche dei paradisi fiscali» dato che non c’è una giurisdizione che ne imponga la tassazione. A caratterizzare i wallet online è anche la garanzia di anonimato.

Su questo fronte, tuttavia, le cose stanno cambiando. La Guardia di Finanza ha emesso la circolare n.1/2018, che è vero attacco alle attività illecite che si possono nascondere dietro lo scambio di criptovalute. Le Fiamme Gialle potranno accedere alle informazioni personali del contribuente, anche senza consenso. Una mossa che non ha mancato di far discutere e che si affianca ai nuovi obblighi di segnalazione imposti ai «prestatori di servizi relativi all’uso di valuta virtuale». Di fatto è un dito puntato contro gli exchange di criptovalute.

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In Italia come altrove nel resto del mondo, la pressione regolamentare sulle criptovalute sta aumentando. A essere messo in discussione è soprattutto l’anonimato di cui godono i wallet online

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