La responsabilità sociale? Va insegnata nelle scuole di business

Nonostante i pregiudizi negativi, negli affari la maggior parte delle persone, da sempre, lavora onestamente e con in mente il bene non solo personale ma anche collettivo: un atteggiamento da incoraggiare e da inserire nella formazione di tutti

Troppe volte, negli ultimi anni, comportamenti immorali, inaccettabili di aziende hanno condizionato il modo di pensare di molti e quando si prende in considerazione il mondo del business ci si può trovare ad averepregiudizi negativi: l’avidità, la spietata ricerca del guadagno, la propensione a truffe e scandali, la responsabilità nelle crisi economiche, ecc. Eppure negli affari la maggior parte delle persone, da sempre, lavora onestamente e con in mente il bene non solo personale ma anche collettivo. La responsabilità sociale (oggi anche denominata“sostenibilità”) è un concetto che si sta diffondendo sempre più in questi anni, tanto da divenire fondamentale per la formazione degli imprenditori e dei manager del futuro.

Proprio per questo da più parti arriva una proposta che pare sensata e opportuna oggi più che mai: insegnare la responsabilità sociale nelle scuole di business. Questo tipo di ambienti formativi, oltre ad essere in generale dei luoghi di eccellenza e aperti più di altri all’innovazione e alla ricerca, sono il terreno fertile primario per instillare un nuovo tipo di cultura basata su etica, cooperazione e sensibilità socio-ambientale. “Gli scandali più recenti hanno reso evidente che c’è bisogno di agire su quelle realtà che prendono decisioni di business poco etiche, e in particolare sulla percezione che l’unico modo di produrre valore sia attraverso i soldi”, scriveva già qualche anno fa Edward L. King su New Republic.

C’è dunque bisogno di un cambio di rotta, di modificare una prospettiva che pare radicata proprio fra quegli studenti di economia e finanza che invece dovrebbero essere i più ricettivi rispetto a un certo tipo di tematiche: sempre secondo una stima riportata da King, messo di fronte a un case study che verte su una problematica di tipo etico, il 20-30% degli studenti di business non riesce a individuare la problematica stessa. La sfida risiede proprio in quei cruciali anni di educazione: preparare, cioè, una classe dirigente con un vasto e saldo set di valori morali, oltre che di nozioni finanziarie e spirito imprenditoriale.

Continua a leggere su Centodieci

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta