Investire in obbligazioni bancarie? Un rischio elevato e spesso sottovalutato

I piccoli risparmiatori detengono il 36% del debito delle banche sotto forma di obbligazioni. I pericoli per chi le detiene sono legati al bail-in, la regola secondo cui, quando una banca fallisce, a pagare devono essere nell'ordine azionisti, obbligazionisti e poi i correntisti sopra i 100.000 euro

TIZIANA FABI / AFP

Il bail-in, il cosiddetto “salvataggio dall’interno”, è una regola europea che regola come gestire la crisi di una banca. Essa dice che quando una banca fallisce, a pagare dovranno essere in primo luogo gli azionisti, poi chi detiene obbligazioni e infine chi possiede conti correnti sopra i 100.000 euro.

Fino ad oggi, era incerto se il bail-in valesse anche per chi deteneva piccole quantità di obbligazioni bancarie. Ora le istituzioni europee hanno chiarito i dubbi. E confermato il fatto che, investire in obbigazioni, espone a rischi spesso sottovalutati.

Ma quali rischi corrono i risparmiatori e – soprattutto – quali sono le alternative per chi vuole investire?

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Fino ad oggi, era incerto se il bail-in valesse anche per chi deteneva piccole quantità di obbligazioni bancarie. Ora le istituzioni europee hanno chiarito i dubbi

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