Adulti, un compito per le vacanze: staccatevi (completamente) dal vostro smartphone

Viviamo costantemente connessi, in un continuo presente che non prevede futuro e cancella il passato. Una situazione che crea problemi di ansia e stress continuo. Un buon modo per ricaricarsi e tornare a se stessi? Almeno durante le vacanze, abbandonate lo smartphone

Unsplash / Rawpixel

Mira sempre alla completa armonia di pensieri, parole e propositi. Mira sempre alla purificazione dei tuoi pensieri e tutto andrà bene.

Mahatma Gandhi

Ci vuole molto coraggio per affrontare un distacco. Se avrete la pazienza di seguirmi in questo post vi spiegherò di cosa sto parlando.

Non vorrei generalizzare perché le reazioni a determinate condizioni a cui ognuno è sottoposto sono diverse da individuo a individuo ma accordiamoci per qualche minuto e proviamo a leggere senza pregiudizio ciò che segue, ricercando una posizione di ascolto attivo che può permettere a chiunque di estrarre un valore, di ricevere un suggerimento anche da qualche cosa che si ritiene non coinvolgerci direttamente.

Siamo una società ormai permanentemente connessa. Il nostro smartphone è sempre acceso, messaggi whatsapp, email, appuntamenti inviati e ricevuti a tutte le ore, non riusciamo a distaccarci da esso, siamo dipendenti e sempre più spesso lo subiamo e questo genera un profondo stress emotivo e mentale. Come siamo arrivati a questo punto?

A tutti gli effetti le dinamiche di lavoro e anche di quotidianità sono completamente cambiate, le richieste sempre più pressanti come se non ci fosse più il tempo di pianificare e tutto dovesse essere fatto quando viene richiesto. Viviamo in un continuo presente che non prevede il futuro e che cancella il passato, lasciandoci come automi nel presente a inseguire flussi ininterrotti di informazioni.

Questo da una parte genera uno stato di perenne attesa e di allerta, che genera ansia e in alcune persone anche paura e preoccupazioni. Ad altri al contrario genera uno stato di eccitamento e ipertensione che può anche arrivare a disturbare il sonno. In entrambi i casi restiamo svuotati di energia lasciandoci incapaci di sospendere i pensieri associativi che affollano la nostra mente e quando proviamo a distaccarcene siamo raggiunti da flash senza sapere come difenderci.

Questa è una sindrome che fu già identificata nei primi anni settanta con la definizione di burnout. Per scoprire se ne siamo anche parzialmente affetti basta provare a leggere la frase che segue e provare a ricordare se l’abbiamo pronunciata almeno una volta:

Sono talmente stressato/a che il fine settimana non mi basta per riprendere le forze; non riesco più a riposarmi”.

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