Ma perché la parola “bloody” è considerata volgare dagli inglesi?

Tutte le spiegazioni tentate dai linguisti non sono ancora risultate convincenti: c’entra il sangue di Cristo? O è la corruzione del nome della Madonna? Non si sa. Ma si continua a dire – e a scandalizzarsi per chi la dice

Quando si ordina la carne al sangue in un Paese anglosassone bisogna dire “rare”. Mai tentare di fare una cattiva traduzione letterale con “bloody”: in quei Paesi quella parola è considerata un’espressione volgare, da non usare mai (o meglio, da usare solo nei contesti appropriati).

Eppure, “bloody” significa pur sempre “bloody”, cioè sanguinoso, sanguinante, violento. Come è possibile che sia diventato una parolaccia? Certo, va detto che in espressioni come “bloody hell”, per esempio, ha una funzione rafforzativa, espressiva, in cui il significato oggettivo (il sangue) è del tutto scollegato e inesistente con l’oggetto in questione. Ma la questione rimane: perché il sangue non va bene?

Secondo alcuni studiosi, la ragione principale è che, in realtà, l’espressione sarebbe blasfema. Il sangue in questione è quello di Dio: “God’s blood”. Oppure che “bloody” altro non sarebbe che la corruzione dell’espressione di “By our Lady”, cioè “per la Nostra Signora”, intesa come la Madonna. Sarebbe diventato “By’r lady”, poi “Blady”, e infine “bloody”. Più o meno come dire “puttanica”.

Entrambe le spiegazioni non risultano del tutto convincenti. Alcuni fanno notare che nel XVIII secolo la parola era considerata del tutto “rispettabile” (e prova ne è che nell’inglese parlato in Australia, che altro non sono che i discendenti dei carcerati inglesi di quell’epoca, “bloody” ha un vago valore rafforzativo). Di sicuro è diventata volgarissima intorno al XIX secolo, in piena epoca vittoriana: secondo alcuni, perché il richiamo del sangue, in una società censuratissima come quella, era un’implicita allusione alle mestruazioni. Secondo altri, invece, si tratta della rimozione della violenza e dello scontro fisico dal discorso educato della buona società.

In ogni caso, prima che venisse sdoganata è servito tantissimo tempo. La prima volta che fu usata a teatro fu nel Pigmalione di Bernard Shaw, nel 1914, e gli spettatori rimasero scioccati. Fu stampata per la prima volta solo nel 1936. Oggi è usata e censurata. È ancora considerata volgare e inappropriata, ma sempre di meno.

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