Prezzi e tassiPrezzo del petrolio in calo: cosa farà la Federal Reserve?

Se il prezzo del petrolio dovesse continuare a scendere, questo si potrebbe riflettere sulle decisioni della Fed, che alzerà con ogni probabilità i tassi a dicembre come da previsione, ma che potrebbe rivedere i propri piani per il 2019

Il prezzo del petrolio, in picchiata da inizio ottobre, è calato recentemente sotto la soglia dei 60 dollari al barile. Le ragioni sono da ricercarsi principalmente nella dinamica della domanda dell’offerta. La prima è in calo e ciò non stupisce, visto il contesto economico in rallentamento; la seconda è particolarmente elevata, con scorte in aumento in tutti i principali paesi produttori e con l’Arabia Saudita che ha fatto segnare questo mese il record storico di produzione.

Questa settimana, i Paesi Opec, insieme agli altri grandi produttori, si incontrano a Vienna per valutare un eventuale taglio alla produzione per evitare che nel 2019 si vada incontro a una situazione di sovrapproduzione che porti il prezzo ancora più in basso.


L’esito del vertice è però tutt’altro che scontato: innanzitutto esistono pressioni da Washington affinché il prezzo del petrolio rimanga basso. È convinzione dell’amministrazione Trump che un prezzo del petrolio contenuto tenga a freno l’inflazione, rallentando il percorso di rialzo dei tassi, considerato a ragion veduta il principale fattore di rischio di medio termine per l’andamento dell’economia americana. Trump ha espresso il suo pensiero molto chiaramente: resterà a fianco alla casa reale saudita, recentemente sotto pressione per l’omicidio del giornalista Khashoggi, fin quando essa continuerà a tenere il prezzo del petrolio basso.

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