SocialDemocraticiLa sfida di Facebook per il 2019: convincere gli utenti a non averne paura

Il 2019 per la società di Menlo Park si apre con diversi interrogativi insieme al piano, voluto da Zuckerberg stesso, di una serie di dibattiti sulle questioni più delicate che riguardano i social network. In Italia, intanto, la fa da padrone dopo Google

Da tempo Facebook è sotto i riflettori per vicende controverse da chiarire e gli utenti mostrano meno entusiasmo e più riserve nei suoi confronti rispetto al passato. Il social network, tuttavia, è sempre più diffuso e in Italia ha raggiunto 35,7 milioni di utenti unici nel mese di settembre. Com’è cominciato allora il 2019 per la società di Menlo Park?

All’inizio di ogni anno Mark Zuckerberg stila una sorta di bilancio dei dodici mesi appena trascorsi e pone le priorità per l’immediato futuro. Così, puntuale, l’otto gennaio è arrivato il suo post. Il 2018 ha riguardato l’attività del social network durante le campagne elettorali, la privacy e la qualità delle conversazioni online, temi che verranno trattati ancora. L’ad di Facebook ha posto molte domande non differibili, in particolare ha scritto: “In un mondo in cui molte comunità fisiche si stanno indebolendo, che ruolo può avere Internet nel rafforzare il nostro tessuto sociale? Come possiamo costruire un tipo di Internet che aiuti le persone a unirsi per affrontare i principali problemi del mondo che richiedono una collaborazione su scala globale?”

Progetti ambiziosi e infatti subito dopo ha svelato l’intenzione di tenere dei dibattiti pubblici con la partecipazione di esperti, sulle prospettive della tecnologia, tra timori, aspettative e sfide. Gli incontri saranno resi noti sulle pagine Facebook, Instagram o su altri media.

In Italia Facebook vanta una cospicua fetta pari all’88%. La società di Menlo Park è dunque il leader dei social network nel Paese con 35,7 milioni di utenti unici, pari all’80% del totale

Le parole di Zuckerberg non possono passare inosservate. Facebook fa infatti ormai parte della nostra quotidianità, ma le riserve degli utenti nei suoi confronti permangono. Il Pew Research Center ha posto delle domande ad un campione rappresentativo di americani tra il 4 settembre e il primo ottobre dell’anno scorso e ha riscontrato elementi molto indicativi. Il 74% non sa, ad esempio, che esiste una lista delle preferenze relative alle inserzioni per ciascun utente e il 27%, una volta consultata, ritiene che non rifletta i propri interessi. Soprattutto, oltre la metà degli intervistati afferma di non sentirsi a proprio agio sapendo che il social network colleziona queste informazioni.

Facebook classifica i propri utenti anche per categorie politiche e affinità etniche e razziali. Del 51% degli utenti a cui è stata attribuita una determinata classificazione di carattere politico, il 73% dichiara si tratti di una descrizione accurata. In maniera analoga, tra coloro a cui è stata assegnata un’affinità di tipo etnico, il 60% concorda con il risultato del raggruppamento. Questo studio si pone in linea con un’altra ricerca svolta dal medesimo istituto tra maggio e giugno del 2018. Infatti per l’84% di coloro che sono stati intervistati, è facile per le piattaforme digitali determinare l’etnia degli utenti, per il 79% è semplice individuarne gli interessi, per il 71% l’appartenenza politica e per il 65% le convinzioni religiose.

I social network, con Facebook in testa, sembrano dunque sapere tutto di noi ma noi quanto ne sappiamo delle piattaforme digitali? Grazie all’Autorità per le Garanzie delle Comunicazioni abbiamo molti dettagli. Pochi giorni fa infatti, l’Agcom ha reso noto il quarto Osservatorio sulle Comunicazioni. È emerso che al mese di settembre dello scorso anno sono stati 42,7 i milioni di utenti unici che si sono collegati ad Internet, con una media di circa settanta ore di navigazione a persona. Google guida con 42 milioni di utenti unici, pari addirittura al 98% di chi naviga. Segue proprio Facebook con una cospicua fetta pari all’88%. La società di Menlo Park è dunque il leader dei social network in Italia con 35,7 milioni di utenti unici, pari all’80% del totale di chi ha navigato durante il mese di settembre. Instagram ha invece 22,3 milioni di utenti, ovvero il 52% del totale, Linkedin 15,3 milioni, una cifra che rappresenta il 35,8% di chi naviga in rete. Per essere online, oltre al pc vi sono anche i dispositivi che usano le sim abilitate all’accesso ad internet. Il loro numero è aumentato dell’8,7% in un anno, per un totale di 57,3 milioni di unità.

Mentre inizia dunque un altro anno di sfide per Facebook, in Italia si sta su Internet sempre di più e il social network, nonostante lo scetticismo di molti, si conferma un’abitudine diffusa tra i nostri connazionali.

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