Primarie demDa sindaco a candidato: in 40 anni di carriera Bernie Sanders non ha mai cambiato idea (e questi video lo dimostrano)

Fin da quando incontrava i ragazzini nelle scuole di Burlington, Vermont, il politico dem predicava la redistribuzione della ricchezza, una sanità per tutti e una politica pacifista. Il vero buonsenso

Un intero archivio di interviste, filmati, interventi, comizi. Materiale che risale a quando Bernie Sanders non era ancora il senatore, e tantomeno il candidato alla Casa Bianca Bernie Sanders, ma solo il sindaco della città di Burlington, in Verrmont. È la curiosa iniziativa presa dalla 17 Town Meeting Television, che ha pubblicato in rete tutto il materiale televisivo dal 1986 al 1988 con al centro Sanders.

Si intitola “Bernie Speaks With The Community”, e mostra come il candidato dem, che già si vede superato dal’ex vice-presidente Joe Biden, fosse e sia ancora un uomo che sta con la gente e che tratta con la gente.

Lo si può vedere mentre visita le scuole, incontra le personalità che arrivano nel Comune, tratta delle problematiche della città, mostra il nuovo equipaggiamento per la rimozione della neve, va negli ospedali e nei maneggi della zona.

Ma non solo: oltre al suo impegno politico quarantennale, il sito vuole dimostrare (e ci riesce) come Bernie Sanders sia sempre stato limpido e coerente con le proprie idee: fin da quando era sindaco insisteva sulla redistribuzione della ricchezza attraverso le tasse, parlava di riforma della sanità sul modello europeo, manteneva una visione aperta nei confronti della comunità Lgbtqi, delle droghe e dell’aborto. Sanders, poi, è sempre stato pacifista, contrario alla pena di morte e alla proliferazione delle armi. Insomma, un semplice buonsenso che negli Stati Uniti viene definito “socialismo” ma che in Italia somiglia molto alle posizioni di un moderatissimo centrosinistra di stampo prodiano. Per dire.

Nonostante si tratti di video curiosi e interessanti, chi non avesse il tempo di guardarli tutti può servirsi di questa spassosa sintesi di Trevor Noah.

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