Musiche che non lo eranoLa marcia funebre più allegra di sempre, scritta da uno dei compositori più originali di sempre

È più che altro una battuta che dura qualche minuto: ma l’autore, Lord Berners, un nobile inglese di inizio novecento, è una delle figure più interessanti del panorama dell’epoca

da Bbc

Può una marcia funebre essere allegra? Sì, se è quella (farsesca) composta da Lord Gerald Berners, dedicata “alla morte della zia ricca”. E il facile umorismo, che lascia intendere salti di gioia di fronte alle prospettive dell’erede, si trasforma in un pezzo virtuosistico per pianoforte, in cui l’unica indicazione è “Allegro giocoso”.

Era, del resto, nello stile del suo compositore, il vulcanico (e nobile) talento inglese Gerald Hugh Tyrwhitt-Wilson, XIV barone Berners, che grazie alle sue intuizioni, alle conoscenze e agli agi di una vita aristocratica e privilegiata si cimentò nella musica, nella pittura e nella letteratura.

Come tutti i rampolli delle famiglie altolocate, studiò a Eaton, intraprese viaggi per il mondo, e divenne diplomatico. Un cursus honorum classico cui accompagnava autentiche abilità artistiche, visto che, oltre a essere specializzato nei balletti e – con l’arrivo del cinema – nelle colonne sonore, scrisse fantasie, pezzi facili e meno facili e la celebre Fuga in do minore del 1924.

Per la letteratura, invece, rimase famoso per The Girls of Radclyffe Hall, romanzo a chiave ambientato in una immaginaria scuola per ragazze, raccontava le vicende amorose ma non solo di se stesso e del suo gruppo di amici omosessuali. L’opera conobbe una diffusione limitata (anche perché alcune delle persone descritte non desideravano questa forma di coming out forzato) ma rimane, almeno a livello storico, considerata come una delle prime manifestazioni di “letteratura gay”.

Ebbe anche lati oscuri: ad esempio la depressione, malattia che lo accompagnerà tutta la vita, e alcune amicizie con esponenti fascisti italiani, create nel periodo in cui visse a Roma proprio durante il regime di Mussolini. Una macchia che venne sempre vista con sospetto ma che non gli impedì, anche grazie al suo rango e alle sue conoscenze, di frequentare i migliori salotti inglesi dell’epoca e di venire ricordato per il suo spirito e il suo carattere mai noioso.

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