Cinema restaurato36 anni di amori estivi: perché “Sapore di mare” è il film da (ri)vedere quest’estate

Un film low budget per il quale i fratelli Vanzina cercarono attori poco noti, ma che comunque riscosse un successo clamoroso: 36 anni dopo la prima uscita, “Sapore di mare” è il film che, oggi restaurato, va rivisto

Foto da Facebook

Amorazzi rubati ai tramonti sul mare, flirt innocenti o morbosi, giochi e scherzi tra la sabbia e le onde, scaramucce e tradimenti, l’estate è quella stagione che porta qualcosa di sconvolgente, da generazioni, da quando si è bambini fino a quando si diventa tristi e sobri adulti. A un certo punto però da ponente arriva un freddo vento carico di pioggia e spazza via tutte le risate e il romanticismo di quei baci. Ogni anno si compie questo ciclo, che è come quello della natura, e noi non possiamo sottrarci. Ineluttabilmente tanti artisti si sono lasciati ispirare dallo tsunami emotivo che l’estate e la fine della bella stagione comporta sui moti d’animo.

Pochi film sulla tematica sono stati realizzati in maniera pregevole e onesta come Sapore di mare, diretto dai fratelli Carlo e Enrico Vanzina, che compie quest’anno 36 lunghi anni. Ritrovato e restaurato dalla Cineteca di Bologna, il film è stato proiettato qualche giorno fa per la rassegna Cinema sotto le stelle nell’angolo più scenografico di Bologna, nel cuore del quadrilatero, tra il Nettuno e San Petronio. Preceduto da un video messaggio di Enrico Vanzina, che presenta qualche aneddoto del film e ricorda con affetto il fratello Carlo scomparso l’anno scorso. “Probabilmente ci guarda da qualche parte – dice – e assiste con voi alla proiezione”. È un anniversario importante, perché in più di un quarto di secolo questo piccolo capolavoro ha sedotto e accompagnato almeno due generazioni, quelli che erano i famosi paninari degli anni ’80, gli yuppies italiani con tanto di maglioncino Ralph Lauren annodato sulle spalle e Timberland ai piedi e che hanno intasato le sale di tutti i cinema nel febbraio del 1983. Successivamente, il film è approdato sui piccoli schermi conquistando gli Xennials, la generazione dei nati tra il 1977 e il 1983, e per loro è stata una felice scoperta negli anni Novanta, quando adolescenti si godevano le puntuali repliche in TV nella noiosa programmazione estiva. Ci si riuniva a tavola, magari con la famiglia, per ripetere le battute a memoria di Jerry Calà, sobrio, divertente e con una sua profondità, diversamente da altri suoi film in cui indossa gli abiti del milanese imbruttito.

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