Grande distribuzionePerché senza consumi non si può sperare nella crescita

L’ultimo studio di The European House Ambrosetti ha analizzato la filiera agroalimentare, primo settore economico italiano, per lo sviluppo del Paese. Le conclusioni che se ne traggono sono chiare: se l’Italia vuole tornare a crescere, deve rilanciare i consumi

JUAN MABROMATA / AFP

Agricoltura, industria di trasformazione, intermediazione, distribuzione e ristorazione sono i cinque comparti della filiera agroalimentare estesa al centro dello studio condotto da The European House Ambrosetti in collaborazione con le associazioni della grande distribuzione (Federdistribuzione, ANCC Coop, ANCD Conad, ADM – Associazione Distribuzione Moderna). Obiettivo: analizzare e comprendere il ruolo chiave della filiera agroalimentare estesa per lo sviluppo del paese e analizzare la creazione e ripartizione del valore al suo interno. E i risultati sono di grande interesse, perché per la prima volta l’analisi è stata condotta su circa 90 mila bilanci delle imprese in un orizzonte temporale di 7 anni per 40 key performance indicator e per un totale di 25 milioni di osservazioni.

«I consumi – afferma Valerio De Molli, managing partner & ceo, The European House-Ambrosetti – rappresentano il 60,7% del Pil, ma sono praticamente al palo da dieci anni. Quelli alimentari sono il 23,2% di quelli totali e spiegano il 14,1% del Pil per un valore di 242,9 miliardi di euro. Se l’Italia vuole tornare a crescere, deve rilanciare i consumi, a partire da quelli alimentari».

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