Se c’è una cosa che non può proprio ascoltare, dopo quarant’anni di battaglie contro il regime iraniano, è la distinzione fra falchi e colombe. Per Davood Karimi, presidente dell’associazione dei rifugiati iraniani in Italia, sono tutti Ayatollah. Sciacalli che opprimono il suo popolo senza pietà e sbranano gli scheletri degli oppositori, rimasti a terra dopo essere stati ammazzati. E lo chiarisce subito, all’inizio della nostra conversazione. Anche perché il ministro della Giustizia di questo governo che cerca di rappresentare un volto più riformista è l’ultraconservatore Ebrahim Raisi, che negli anni Ottanta ha condannato a morte decine di migliaia di prigionieri.
Continua a leggere su NUOVERADICI.WORLD