Il dissennato 2019Le cronache dal mondo alla rovescia (sperando nell’anno che verrà)

L’impazzimento del dibattito pubblico ha portato al ribaltamento di ciò che è normale e di ciò che non lo è: i casi Renzi, Formigli, Casaleggio, Segre, Zazzaroni, Salvini, Trump spiegati con molta rassegnazione



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Nel mondo alla rovescia fa grande clamore l’odiosa violazione della privacy di un giornalista da parte di alcuni fan di un leader politico, ma non frega niente a nessuno se il primo partito del Parlamento italiano è sotto inchiesta del Garante per aver violato la privacy degli ignari amici di Facebook dei suoi militanti.

Nel mondo alla rovescia il clima infame del dibattito pubblico italiano non è una conseguenza di decenni di trasmissioni populiste, di manette e di forconi, di fasci e associati in prima serata e di imam islamisti, di Giulietti Chiesa e di teorie del complotto in diretta tv per commemorare l’anniversario dell’11 settembre, tutto molto prima che arrivassero gli hashtag e i troll, tutto ancora analogico e senza algoritmi, ma di chi a un certo punto si è rottoercà e ha ribattuto con altrettanta malrisposta virulenza.

Nel mondo alla rovescia il conflitto di interessi è soltanto quello di un miliardario dei media che scende in campo (solo in Italia perché pare che per Bloomberg in America non valga), ma non quello di una società di web marketing che ha fondato un partito e mandato i dipendenti a gestire Palazzo Chigi, alcuni ministeri e le commissioni parlamentari controllando deputati e senatori con un’app di democrazia diretta dalla medesima srl milanese e imponendo agli eletti una decima sul denaro pubblico.

Nel mondo alla rovescia un giornalista che fa un titolo scemo prima ancora che involontariamente razzista dice di essere vittima del politicamente corretto che domina la nostra società mentre la nostra società considera normale che una novantenne sopravvissuta ai campi di concentramento viva sotto scorta

Nel mondo alla rovescia, a proposito di denaro pubblico, lo scandalo è quello dei finanziamenti privati, legali e tracciati a una piccola fondazione politica, non quello dei 49 milioni di euro pubblici che l’attuale primo partito italiano ha fatto sparire e ora deve restituire in 75 comode rate annuali a interessi zero.

Nel mondo alla rovescia un giornalista che fa un titolo scemo prima ancora che involontariamente razzista dice di essere vittima del politicamente corretto che domina la nostra società mentre la nostra società considera normale che una novantenne sopravvissuta ai campi di concentramento viva sotto scorta, che un propalatore di fake news sulle cene sataniche di Hillary Clinton presieda la Rai, che un twittatore dei Protocolli dei Savi di Sion sia candidato a presiedere la Commissione Banche del Parlamento e che un professore universitario inneggi a Hitler e gridi al complotto giudaico.

Nel mondo alla rovescia il presidente degli Stati Uniti e suoi apologeti di qua e di là dell’Atlantico che per mesi hanno sproloquiato di un complotto ordito nei loro confronti da forze oscure, di fronte alla pubblicazione del Rapporto indipendente da loro tanto aspettato che dice che non era vero niente, che la cospirazione era tutta una bufala, invece di nascondersi per la vergogna annunciano l’arrivo di ulteriori importantissimi rapporti, peraltro di parte, che non porteranno a niente ma tanto poi potranno invocarne un altro e un altro ancora.

Ve l’ho già detto che viviamo in un mondo alla rovescia?

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Linkiesta Paper Estate 2020