Con lo smartphone o il computer: tutti possono donare energia per fare crescere la scienza

Un software può collegare i dispositivi nel mondo e sfruttare la potenza di elaborazione di ciascuno: un progetto collettivo che permetterebbe di accelerare progetti importanti per l’umanità

Josep LAGO / AFP

Sei un donatore di sangue? Hai firmato per lasciare i tuoi organi ad altri al momento del tuo trapasso? Insomma, ti reputi – e sei – un cittadino o meglio, un essere umano, sensibile alle sorti dei tuoi simili? Bene, sai qual è il prossimo passo degno di condivisione e meno impegnativo della donazione di sangue e soprattutto meno definitivo della donazione dei tuoi organi post-mortem? Il «donatore di energia»!

In che senso?

Nel senso che con quasi quattro miliardi di utenti Internet e una media di tre dispositivi per utente a livello globale, esiste una quantità enorme di potenza di elaborazione non sfruttata che potrebbe essere utilizzata per la ricerca scientifica. Il principio è semplice: mettere in rete e coordinare fra loro tantissime memorie singole dei nostri device per formare un calcolatore collettivo che sfrutta il potere del calcolo distribuito e può lavorare su innumerevoli progetti. Per far dialogare milioni di computer nel mondo è necessario un software libero e una piattaforma che coordina milioni di donatori di energia nel mondo.

Questa realtà esiste e si chiama BOINC (Open Infrastructure for Network Computing), ha sede a Berkeley, e attualmente conta 178.417 utenti che offrono volontariamente il loro potere di calcolo inutilizzato per vari progetti scientifici. Lo scenario è già più che concreto, basti pensare ai nostri dispositivi e ai loro tempi di inattività che invece potrebbero essere utili, ad esempio, per contribuire a trovare una cura per il cancro o per l’Alzheimer. Quindi, viene da sé, lo slogan: meno social media, più tempo per l’umanità.

Nel dettaglio, prendendo spunto dall’esperto Peter Diamandis, vediamo quali possono essere i campi di applicazione e i siti di riferimento, iniziando con Asteroids@ home, che studia non solo gli asteroidi giganti in traiettoria verso la Terra ma anche rotazioni e forme degli asteroidi nel nostro sistema solare, non ultimo per studiare le origini della nostra storia.

L’analisi del clima è un’altra via e Climateprediction.net – progetto dell’Università di Oxford – varia dalla geoingegneria ai cicli idrologici fino ai cambiamenti degli oceani.

Per l’astrofisica avanzata c’è Einstein@Home che studia le onde gravitazionali e le stelle di neutroni, con già una discreta casistica di dati elaborati attraverso la po- tenza di elaborazione informatica dei donatori di energia.

Mentre Folding@home utilizza la potenza di elaborazione per comprendere meglio la chimica delle proteine, sviluppare nuovi farmaci e districare la relazione tra ripiegamento delle proteine e malattia. Il progetto iniziale parte a Stanford nel 2000 e adesso studia malattie infettive, cancro e malattie neurologiche, tra cui cancro al seno, ebola, Alzheimer, Huntington e Parkinson.

Di tutt’altro tono sono Golem (GNT) e Gridcoin (GRC). Entrambi, utilizzando tecnologie diverse, offrono criptovaluta agli utenti che forniscono potenza di elaborazione.

Ma i campi sono davvero vasti. L’App di Berkeley, denominata MyShake, cerca di prevedere i terremoti usando reti neurali avanzate per analizzare l’accelerometro e i dati GPS in «crowdsourcing». L’obiettivo è ambizioso: costruire una rete antisismica globale in crowdsourcing per prevedere con maggiore precisione futuri eventi sismici. E con Quake Catcher Network (QCN) puoi installare un sensore fisico a casa tua per il rilevamento.

Rosetta@home è uno sviluppatore di farmaci che progetta nuove strutture proteiche.

E World Community Grid è un’iniziativa filantropica di IBM che utilizza il computing di rete per aiutare la ricerca scientifica su tematiche legate a salute, povertà e sostenibilità, con focus dedicati a cancro, Zika, tubercolosi e Aids.

Ce ne sono molti altri di sfide su BOINC, possibili non solo grazie alla potenza di calcolo donata, ma al tempo e l’intelligenza di volontari che si uniscono in gruppi e collaborano per risolvere tutti i problemi di comprensione, informatica, e organizzazione insiti nei vari progetti di ricerca. Il mondo è sempre più una comunità globale – di persone e computer – e in questo caso la connotazione ha solo aspetti positivi.