Quesiti linguisticiDue "barra" tre cose, spiegate dalla Crusca

Il termine indica il segno grafico “/”, slash in inglese. Ed è sempre più usato come congiunzione disgiuntiva al posto di “o” o per indicare due termini intercambiabili. Ma è corretto?

Tratto dall’Accademia della Crusca

I lettori ci sottopongono due quesiti a proposito di barra: l’uno riguardante l’incertezza terminologica fra barra e sbarra favorita dalla somiglianza fonetica dei due vocaboli; l’altro, invece, relativo al nuovo uso di barra in qualità di congiunzione disgiuntiva in luogo di o, oppure, ovvero.

Risposta

Secondo i dizionari, il termine barra, nei testi scritti, indica propriamente il segno grafico, costituito da una linea obliqua tracciata da sinistra a destra a partire dal basso (/) – o più di rado verticalmente (|) – che è adoperato con varie funzioni:

  • espungere quanto scritto;
  • designare abbreviazione;
  • segnalare la fine di verso di un testo poetico (o di una riga di un testo epigrafico) quando non si va a capo;
  • indicare un’alternativa o un’opposizione fra due o più elementi (che possono essere lettere, parole, sintagmi o periodi veri e propri, ad esempio negli eserciziari scolastici o nei moduli da compilare).

È inoltre impiegato come:

  • segno per la congiunzione copulativo-disgiuntiva e/o;
  • segno di separazione (nelle frazioni, nelle date, nel simbolo di per cento e di per mille, in fonetica, nel linguaggio informatico ecc.).

Per i maggiori dizionari contemporanei (GRADIT, Sabatini-Coletti 2006, Zingarelli 2019, Vocabolario Treccani online), col significato di ‘segno grafico’, sbarra è sinonimo di barra, parola da cui deriva con l’aggiunta del prefisso intensivo s- rispetto alla quale può denotare un tratto tracciato in qualunque verso (obliquo, verticale, orizzontale).

Anche sbarretta (o, meno comune, barretta) può essere utilizzato in luogo di barra o di sbarra: a tal proposito Giuseppe Antonelli, occupandosi della punteggiatura dall’Ottocento fino agli anni Duemila, in merito ai segni nuovi e virtuali, parla proprio di un “largo uso delle sbarrette (slash e backslash <>)” (Storia della punteggiatura in Europa, a cura di B. Mortara Garavelli, Roma-Bari, Laterza, 2008, p. 208). Quanto all’anglicismo backslash (‘lineetta obliqua tracciata da sinistra a destra a partire dall’alto’), termine dell’informatica accolto dalla lessicografia italiana (GRADIT, Garzanti 2003, GDLI Supplemento 2004, Zingarelli 2004, Devoto-Oli 2004-2005), ci limitiamo a segnalare i calchi più diffusi, quali barra inversa (cfr. Zingarelli 2019, s.v. barra e s.v. backslash) e barra rovesciata (cfr. Roberto Lesina, Software & Hardware. Dizionario dei termini informatici: italiano-inglese, inglese-italiano, Bologna, Zanichelli, 1991, s.v. barra rovesciata e s.v. backslash).

Si può stabilire, dunque, che barra, sbarra, sbarretta e barretta sono termini sinonimici ogniqualvolta designino il segno grafico ‘/’.

Spostiamo adesso l’attenzione sul processo di grammaticalizzazione in sincronia, in base al quale un elemento lessicale – nel nostro caso barra – assume anche funzione grammaticale.

A partire dall’edizione del 2018, accanto alla definizione di barra quale ‘segno grafico costituito da una lineetta […]’, il Devoto-Oli 2018 – unico fra i dizionari dell’uso contemporaneo – segnala un altro uso, marcato come “colloquiale”, secondo cui barra ‘tra due nomi o aggettivi indica che il loro uso può essere intercambiabile’, e riporta il seguente esempio: “un attore/regista (si legge ‘un attore barra regista’), una persona che può essere definita sia attore che regista”. La crescente diffusione nel segno grafico nei testi scritti (sia cartacei sia in rete), con sconfinamenti anche nel parlato, è stata segnalata di recente anche da Paolo D’Achille, L’italiano contemporaneo, 4a ed., Bologna, il Mulino, 2019, p. 213; inoltre, è in corso di stampa un articolo sullo sviluppo di barra come connettivo (cfr. Fiorentini, I., Miola, E., Disjunctive/conjunctive/whatever: the development of Italian barra (‘slash’) as a non-exhaustive connective, Language Sciences).

L’uso di barra con funzione grammaticale analoga alla congiunzione correlativa sia … sia è ampiamente attestato nelle pagine di blog, di forum e di libri (perfino in formula reiterata) così come nell’italiano del piccolo e del grande schermo:

[…] e per di più durante la festa di compleanno di un modello barra opinionista televisivo, barra fashion blogger, barra attore di fiction? (Anna Chiatto, Ti amo ma niente di serio, Milano, Edizioni Piemme, 2016)

Ma la borsista a cui è stato proposto questo contratto aveva un rapporto sentimentale barra sessuale con lei? (da un’intervista di Danilo Lupo, “Non è l’arena”, puntata del 9/6/19 trasmessa su La7)

Comincio con un bel periodo di prova barra apprendistato non retribuito di dodici, diciotto mesi e poi si vedrà. (dal film Smetto quando voglio, 2014)

In verità, da oltre un decennio – almeno dal 2004 secondo le nostre ricerche –, la lingua italiana ha assistito a un ulteriore sviluppo della parola: sia nello scritto sia nel parlato, infatti, è in circolazione un secondo uso grammaticalizzato di barra (o, più raramente, sbarra), adoperato in alternativa alla congiunzione disgiuntiva o. Sotto forma di congiunzione, barra si rintraccia soprattutto in contesti con riferimenti temporali, in cui si può sottintendere una locuzione avverbiale approssimativa del tipo “all’incirca”, “più o meno”: arriverò a Roma fra due barra tre ore (= all’incirca fra due o tre ore); per la spedizione ci vogliono quattro barra cinque giorni lavorativi (= più o meno quattro, cinque giorni lavorativi); ci vediamo tra due barra tre mesi.

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