La grillizzazione del PdBettini propone una sinistra modello Casaleggio-Scilipoti. No, grazie

L’ukase via Facebook dello stratega di Zingaretti per sganciarsi da Renzi e sostituirlo con parlamentari responsabili a maggior gloria della leadership di Giuseppe Conte. Finanche Cuperlo gli ha detto di non esagerare

NIKOLAY DOYCHINOV / AFP

Prima ancora dell’analisi, a tratti anche condivisibile, il feroce post su Facebook di Goffredo Bettini contro Matteo Renzi stupisce per il tono cogente da decreto zarista o da disposizione di Rousseau, come se Bettini fosse diventato il Casaleggio del Pd, uno con l’autorità di diramare ukase per il capo politico Nicola Zingaretti e attraverso di lui per tutto il partito (nota per Luigi Di Maio: l’ukase non è il menu degustazione di uno chef giapponese, quello è l’omakase).

Sappiamo che Bettini è il teorico dell’alleanza strategica tra il Partito democratico e il Movimento Cinque stelle nonché l’ispiratore della balzana idea che Giuseppe Conte, dopo essere stato il facilitatore del più reazionario governo della Repubblica italiana e vice del suo vice Matteo Salvini, sia diventato il fortissimo punto di riferimento di tutte le forze progressiste.

La Bettini Associati è legittimamente impegnata a demolire le manovre politiche di Matteo Renzi, confuse quanto si vuole, ma anche le uniche che provano a impedire la grillizzazione della sinistra un tempo riformista. Bettini però le giudica trasformistiche e finalizzate a evitare il naufragio di Italia Viva. Solo che, a proposito di trasformismo, Bettini propone alla maggioranza di abbandonare Renzi e di assemblare un gruppo di responsabili raccattati qua e là in Parlamento, cosa che ha convinto Gianni Cuperlo, non esattamente un renziano, a rispondere su Facebook che troverebbe «insostenibile una posizione del Pd che rivalutasse il metodo Scilipoti».

Per Bettini, però, il nemico, anzi l’ossessione, è Renzi non Casaleggio o Scilipoti: ecco perché scrive che la proposta di Italia Viva pone un problema, che Renzi sta diventando uno strumento della destra, che l’ex premier è una tigre di carta, che è autodistruttivo. E, per questo, chiede: «Quanta pazienza si può avere ancora con il fiorentino?».

Meglio preparare lo scenario alternativo, continua Bettini, ovvero il famigerato e amorevole Conte ter sostenuto da tutti i parlamentari disponibili a sostenere il premier. Contemporaneamente, invita a costruire quella che chiama «alleanza di progresso», ovvero Pd, Cinque stelle, LeU e “scilipotiani” tutti uniti intorno alla figura di Giuseppe Conte che, secondo Bettini, «è in grado di rappresentare tanta parte dei 5stelle e anche tanti liberali, repubblicani, laici e cattolici senza patria o delusi dal fallimento di Italia Viva» più, ovviamente, le immancabili sardine. Nel post, Bettini non ha aggiunto faccine o altri emoticon, quindi era serio, davvero. Va bene tutto, va bene pensare che Renzi sia l’alfiere del neoliberismo e il nemico da abbattere, ma è francamente eccessivo proporre come esperienza salvifica per la sinistra e per il paese una compagine di governo guidata da Conte, ispirata da Casaleggio, prolungatrice dell’agenda Salvini e sostenuta dal metodo Scilipoti.

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