Contenuti ViraliFake news, truffe e amuchina fai da te, tutte le bufale che contagiano il web

Mascherine e gel disinfettanti a prezzi folli, complotti e tanta disinformazione. In rete circola la psicosi collettiva: come il virus virtuale parallelo a quello cinese, incontrollabile e in grado di aggravare l’emergenza

Parafasando un capolavoro di Gabriel García Márquez, il web ai tempi del coronavirus è come una mosca nera in un brodo già amaro. Quello che succede in rete in questi giorni, di fatto, è un’epidemia parallela. La psicosi dilagante ha trovato la perfetta acustica nell’arena virtuale, dove ognuno può dire la sua senza filtri o coscienza alcuna, approfittando della paura altrui per lucrare. Italiani, popolo di santi, poeti e navigatori, e perché no di virologi, epidemiologi e sciacalli: sono molte infatti le truffe, le “precauzioni” e i “consigli” non chiesti con i quali sedicenti professionisti fai-da-te contagiano le chat di WhatsApp e i gruppi Facebook.

«Comunicazione non di servizio: visto i prezzi esorbitanti che ha ormai raggiunto l’Amuchina in soluzione, a chi fosse interessato basta diluire 2,5 cc di normale candeggina da bucato (prelevabili con una comunissima siringa) in mezzo litro d’acqua e si ottiene una soluzione totalmente analoga all’Amuchina stessa… Cominciamo a far girare queste banali informazioni, e boicottiamo certi sciacalli approfittatori !!!»

Sbagliato. Questo è solo uno dei tanti messaggi che la rete ha ingoiato e fatto arrivare a chi sa quale individuo affetto, anche prima di questo suggerimento, da una forma di fobia unica nel suo genere: la paura. Ma prima il ministero della Salute, poi il chimico Dario Bressanini, attraverso i social, hanno chiarito quale sia la ricetta adatta al tipo di emergenza: «La candeggina va bene per pulire le superfici, non le vostre mani – afferma il chimico. Se non potete lavarvi le mani, usate prodotti a base di alcol etilico o isopropilico». Punto e a capo, per leggere poi:

«Lo zio di un mio compagno di classe, si è laureato con un master e lavora all’ospedale di Shenzhen. Viene trasferito per studiare il virus della polmonite di Wuhan. Mi ha appena chiamato e mi ha detto di dire le seguenti info ai miei amici: se hai il naso che cola e il catarro quando hai il raffreddore, non puoi essere un nuovo tipo di polmonite da coronavirus, perché la polmonite da coronavirus è una tosse secca senza naso che cola. Questo è il modo più semplice per identificare. Questa volta, il virus Wuhan non è resistente al calore e verrà ucciso a una temperatura di 26-27 gradi. Pertanto, bere più acqua calda. Puoi dire ai tuoi amici e parenti di bere più acqua calda per prevenirla. Vai sotto il sole. Di recente ha fatto freddo e anche bere acqua calda è molto comodo. Non è una cura ma è un bene per il corpo. Bere acqua calda è efficace per tutti i virus. Cerca di non bere ghiaccio, ricorda! […]».

Ecco qua: la soluzione a un’epidemia mondiale licenziata come fa un avventore nostalgico in preda ai fumi dell’alcool. Semplice come bere un bicchiere d’acqua (calda). Purtroppo, in un gruppo di oltre 1000 persone, valutando i commenti e il resto del messaggio dove vengono consigliate precauzioni da Guerra del Golfo, gli adepti che seguiranno lo “zio di un compagno di classe” sono molti. Non c’è da stupirsi, il terrore ci rende fragili spingendoci verso una medicina e una psicologia rapida e veloce, quella del web.

L’altro filone è quello dei falsi veicoli di contagio: molto in voga la teoria secondo cui cani e gatti siano portatori del virus, affermazione su cui non solo esiste alcuna evidenza scientifica, smentita per di più dal Ministero della Salute. Così come la voce secondo cui pacchi e lettere recapitati dalla Cina possano creare contagio, del tutto priva di fondamento, idem per il mangiare cinese, non pericoloso, e per coloro secondo cui il virus sarebbe frutto di ricerche a scopo militare nate in un laboratorio di Wuhan.

C’è poi la tesi del genocidio, secondo cui il regime cinese avrebbe confezionato il virus per sterminare la popolazione, e quella divulgata dalla tv di Stato russa: secondo un servizio rilanciato nel corso programma Vremya, ci sarebbe addirittura la prova che il virus sarebbe stato creato in laboratorio dagli americani su ordine del presidente Donald Trump. Bufale immancabili nella centrifuga di internet, che, in questo frangente, invece di strappare un sorriso rischiano di trasformarsi in dichiarazioni autorevoli falsificate ad hoc, credibili e condivisibili.

Come nel caso della chiusura delle scuole annunciata da Conte e rimbalzata in molte catene WhatsApp: «Il presidente del consiglio Conte Giuseppe dispone la chiusura di tutte le scuole d’Italia di ogni grado e ordine per la grave e allarmante situazione che incombe sulla nostra nazione. Al fine di tutelare la salute nazionale e degli studenti fino al 5 marzo 2020 le scuole di ogni grado e ordine saranno chiuse. A breve uscirà la disposizione ufficiale sul sito del ministero. www.interno.gov.it». Fake news smentita prontamente dal ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina.

Anche per questo l’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) si è subito attivata con opuscoli e vademecum per smentire le fake news che circolano in rete. Le quali, assieme alle distorsioni di alcuni politici in carica, alimentano un fuoco che brucia lentamente la lucidità dei cittadini, obnubilati e pronti a credere a tutto. La Croce Rossa è infatti intervenuta per mettere in guardia dai ciarlatani che pretendono di entrare in casa degli anziani per effettuare il controllo del tampone e poi ripulire cassetti e cassaforti di ogni bene. Sciacalli che operano anche per vie traverse: in particolare sulla piattaforma Amazon, mascherine e gel disinfettanti vengono messi in vendita a prezzi folli. Fino a 200 euro per una boccetta di Amuchina gel, approfittando così dell’apprensione trasformatasi in panico, per la Procura di Milano è commercio senza scrupoli, tanto è vero che l’ufficio guidato da Francesco Greco ha aperto un’inchiesta nella quale si ipotizza, contro persone ignote, il reato di «manovre speculative su merci». Un reato che prevede la reclusione da sei mesi a tre anni e una multa da 516 a 25.822 euro.

Un mercato nero che, per una fusione mai vista prima, ha incrociato gli algoritmi con una bufala ben architetta, dando vita al caso Primagel Plus: un flacone di gel, disponibile in farmacia, sul quale viene specificata l’efficacia antivirale “attiva su coronavirus”. Apriti web. Il complotto è stato sbandierato in ogni dove, denunciando l’esistenza di questi prodotti ormai da anni ed emersi casualmente solo dopo lo scoppio dell’epidemia cinese. Chi non vacillerebbe di fronte a una dicitura simile? Ma il principio attivo e logico, anche in questo giro, non fa riferimento al virus che dalla Cina è arrivato in Italia nelle ultime settimane, bensì alla famiglia dei Coronavirus, cioè una particolare categoria di virus accomunati dalla struttura. Ad esempio, anche la Sars era originata da un Coronavirus, ma a differenza dell’epidemia attuale, non soffriva di quella malformazione così pericolosa che è l’universo web.

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