La business di cittadinanzaAir force Parisi, ecco quanto è costato in un anno il guru del Mississippi

Ve li ricordate quelli contro i privilegi della Casta? Voluto da Di Maio, il presidente di Anpal e padre dei navigator ha speso 166mila euro in voli, auto blu, affitti e cene, grazie a un regolamento che si è approvato da solo. Ma, quel che è peggio, per non combinare niente

(foto: Andrea Pirri)

Il conto del reddito di cittadinanza si fa sempre più salato. E a far lievitare le cifre sono i rimborsi spese chiesti dal presidente di Anpal Mimmo Parisi, l’italo americano “padre dei navigator”, chiamato dal Mississippi da Luigi Di Maio per trovare un lavoro ai percettori del sussidio grillino, replicando in Italia la formula del software Mississippi Works. Nel bilancio preconsuntivo di Anpal Servizi (la controllata di Anpal) del 2019, viene fuori che in meno di un anno dal suo insediamento Parisi ha speso oltre 166mila euro tra voli, casa e autista, oltre ai circa 179mila euro della sua retribuzione. E tutto grazie a un regolamento interno, bocciato in prima battuta dal cda di Anpal, che poi Mr. Parisi si è di fatto scritto, approvato e controfirmato “da solo” come amministratore unico di Anpal Servizi. Aggiungendo per lui la possibilità di viaggiare e fare su e giù dagli Stati Uniti non in classe economy, come da selfie di Di Maio, ma in business class.

Guardando i dettagli del preconsuntivo di Anpal Servizi, viene fuori che nel corso del 2019 Mimmo Parisi ha speso 71mila euro per i suoi viaggi andata e ritorno da Roma al Mississippi, 55mila euro per il noleggio dell’auto con autista, 32mila euro circa per il suo alloggio romano. E poi 5mila euro per i viaggi in Italia e 3mila euro per vitto e altro. Sommando gli oltre 166mila euro di spese ai 179mila euro circa di stipendio – che Parisi ha provato tra l’altro più volte a portare al tetto di 240mila senza riuscirci – il costo annuale del guru del Mississippi sale a 345mila euro.

Una somma cospicua, se si pensa agli scarsi risultati ottenuti da Parisi in un anno di lavoro alla guida dell’agenzia delle politiche attive. Anzitutto, la più volte annunciata piattaforma di incrocio dati tra domanda e offerta di lavoro, Italy Works, è ancora in alto mare. E su 908.198 beneficiari del reddito di cittadinanza collocabili, Parisi ha fatto sapere che solo 39.760 (il 4,3%) hanno attivato rapporti di lavoro, molti dei quali però potrebbero per giunta essere già scaduti. Il tutto mentre è andata avanti per tutto l’anno la protesta ancora irrisolta dei 654 precari storici di Anpal, con Parisi che ha sempre sostenuto di non avere le risorse per stabilizzarli tutti.

E invece, come aveva anticipato al momento della sua nomina, in un anno Mimmo Parisi ha fatto la spola con la cittadina di Starkville, dove dirigeva il laboratorio di elaborazione dei Big Data Nsparc e dove vive la sua famiglia. Un anno fa, Parisi si vide costretto a chiedere l’aspettativa di 12 mesi alla Mississippi State University, dove insegnava, in quanto la carica di presidente di Anpal – da statuto – è incompatibile con altre cariche. «Ma il Mississippi è la mia casa», aveva subito precisato al Clarion Ledger, auspicando di fare una settimana “off” dagli impegni romani più o meno una volta al mese. E in Mississippi Parisi, tra l’altro, ha continuato anche a partecipare ai meeting delle agenzie governative, come lo State Workforce Investment Board, di cui risulta ancora membro.

Appena insediatosi in Anpal, nel primo consiglio di amministrazione, mise all’ordine del giorno la modifica del regolamento di organizzazione di Anpal. Il regolamento dell’agenzia prevedeva il rimborso spese per i viaggi aerei, ma solo per la classe economica. Parisi invece, appena arrivato, chiese subito di poter viaggiare in business class. Parliamo – come avevamo scritto – di biglietti aerei che nella tratta da Roma all’aeroporto di Jackson-Evers possono arrivare a costare anche 6.500 euro solo andata. Ma il cda di Anpal si mise subito di traverso e alla fine bocciò la proposta di modifica del regolamento sui rimborsi.

Parisi, però, oltre a presiedere Anpal, copre anche la carica di amministratore unico di Anpal Servizi, la società controllata da Anpal che la scorsa estate ha assunto quasi tremila navigator. Così, a dicembre 2019, riuscì a modificare le regole di Anpal Servizi sui rimborsi dell’amministratore unico, sostituendole con un nuovo regolamento scritto e controfirmato in calce da Parisi stesso. Larticolo 2, “Spese di viaggio e alloggio”, recita che «qualora il luogo di residenza sia all’estero, sono ammesse le spese di viaggio con il massimo di uno spostamento al mese» e che «per il trasporto aereo è rimborsabile, di norma, la classe economica, salvo motivate esigenze e salvo voli transcontinentali superiori alle cinque ore». Ovviamente, tutti i voli da e per il Mississippi sono superiori alle cinque ore. E Parisi, in 12 mesi, ha fatto su è giù più o meno una volta al mese. Come da regolamento firmato da lui stesso, appunto. Costo totale sulle casse di Anpal: 71mila euro di soli voli aerei negli Stati Uniti. Avrebbe dovuto «abolire la povertà», alla fine ha abolito la classe economy.

Cosa strana per l’uomo scelto e voluto dal Movimento Cinque Stelle, che della lotta anti casta ha fatto da sempre uno dei suoi cavalli di battaglia. Anche perché, nei rimborsi spese di Parisi ci sono anche 55mila euro finiti nel noleggio dell’auto con autista per muoversi a Roma in un anno. Un costo enorme, considerati i prezzi medi degli Ncc usati dai politici romani, e compatibile solo con un uso giornaliero e continuo del veicolo.

Per le spese di alloggio, poi, il nuovo regolamento di Anpal Servizi recita che spetta il rimborso di un albergo di categoria non superiore a 4 stelle, oppure il rimborso di un canone di affitto non superiore ai 3mila euro mensili. Il costo della casa presa in affitto da Parisi, 2.700 euro al mese per cinque stanze in una zona centrale di Roma, rientra quindi perfettamente nei requisiti richiesti da lui stesso. Costo annuo: 32.400 euro.

Con una particolarità: l’affitto della casa ha la durata di un anno, fino alla fine di marzo. E di un anno è anche la durata della aspettativa chiesta e ottenuta da Mimmo Parisi dalla Mississippi State University. Ora, mentre la leave of abscence sta per scadere, solo nel mese di febbraio Parisi ha fatto su e giù due volte dal Mississippi. Diverse fonti informali, tra Anpal e il ministero del Lavoro, riferiscono infatti che il rinnovo della aspettativa dall’università americana sarebbe in bilico. Ma alla Mississippi State University, al momento, sul futuro del professor Parisi tengono tutti le bocche cucite.

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