Stadi chiusiCampionato sospeso: ecco cosa succede per Serie A e coppe

La decisione del Coni di fermare lo sport in Italia fino al 3 aprile a causa dell’emergenza coronavirus apre molteplici scenari. Chi vince lo scudetto? Chi va in Champions?

Il 23 marzo il Consiglio federale della Figc deciderà se sospendere ancora la serie A. Se l’emergenza Covid-19 dovesse impedire il proseguio del campionato ci sono tre ipotesi in campo: assegnazione dello scudetto in base alla classifica attuale, la non assegnazione del titolo o un sistema di playoff per assegnare lo scudetto e playout per stabilire le retrocessioni. «La Serie A sfrutti tutte le date a disposizione fino al 31 maggio, con lo scivolamento del calendario», ha proposto il presidente della Federazione italiana gioco calcio Gabriele Gravina.

Nel frattempo il Coni ha deciso di fermare lo sport in Italia fino al 3 aprile a causa dell’emergenza coronavirus. Continuano invece le coppe europee, che molto probabilmente le squadre italiane giocheranno a porte chiuse in casa e in trasferta. Dopo settimane confuse, tra partite rinviate e disputate a porte chiuse, polemiche e minacce di scioperi, la decisione del governo ha anticipato il Consiglio Federale in programma oggi a Roma. La Serie A è stata sospesa soltanto durante le due guerre mondiali, e questo scenario non era finora stato preso in considerazione dalle istituzioni calcistiche, che hanno preferito fosse il governo a decidere. In caso di stop definitivo la situazione andrebbe risolta adottando un provvedimento ad hoc, perché al momento non esistono norme specifiche sulla gestione della classifica in caso di una sospensione definitiva del campionato legata a motivi di forza maggiore né nel regolamento Figc, né in quello della Lega Serie A.

L’intervento dei vertici federali e della Lega è indispensabile, anche se i club hanno più volte dichiarato di non essere d’accordo con la sospensione. La Federcalcio, prima di prendere una decisione, sta cercando di capire se l’Uefa è favorevole a concedere qualche giorno in più terminare la stagione. Tutto si muove, infatti, su più binari, compreso quello dell’Europeo. Come spiega Luca Marelli, ex arbitro di Serie A e B, nel suo blog, lo scenario più probabile è che si decida il rinvio o lo slittamento del torneo all’estate 2021, permettendo così la conclusione del campionato tra giugno e luglio. Considerando che il problema potrebbe coinvolgere altre leghe europee, l’opzione sembra più ragionevole se messa in confronto con il congelamento o l’interruzione di tutti i gironi.

Tocca alla Figc indicare la strada e, nel caso decida di non volere far arrivare in fondo i campionati, decidere se assegnare o meno il titolo alla squadra che a parità di partite ha ottenuto più punti. Discorso a parte per la coppa Italia, che è un trofeo a eliminazione diretta e quindi potrebbe non essere assegnato. La Federazione avrebbe inoltre l’obbligo di individuare e ufficializzare una classifica da consegnare all’Uefa per permettere ai nostri club, nella prossima stagione, di partecipare ai tornei continentali: 4 posti in Champions League e 2 (più uno ai preliminari) in Europa League. Lo stesso vale per la retrocessione e la Serie B. Il Benevento, che ha praticamente vinto il campionato da dicembre, potrebbe essere promosso d’ufficio senza scatenare polemiche, ma questo non vale per gli altri posti disponibili. Il regolamento della Serie B prevede che le prime due classificate siano automaticamente promosse, mentre l’ultima promozione è decisa con i play-off tra le squadre classificate dal terzo all’ottavo posto, tranne nel caso in cui tra la terza e la quarta classificata vi sia un distacco superiore a 14 punti. Insomma, a essere coinvolta è praticamente mezza Serie B, che ha ancora nove giornate da giocare.

Il tutto condito dalle ripercussioni sul fronte dei diritti tv e sponsorizzazioni. Ogni 6 mesi la Serie A incassa circa un miliardo, più 200 milioni da stadio. Giocare le partite a porte chiuse per Serie A, B e C da qui a fine stagione potrebbe comportare una perdita da entrate da stadio tra i 150 e i 200 milioni.

Quanto all’assegnazione dei diritti tv dei campionati per il triennio 2018-2021 (assegnati a Sky e Dazn), anche qui i regolamenti non contengono esplicite previsioni sui possibili risarcimenti ai broadcaster in termini di annullamento del torneo. Tuttavia, è evidente che in caso di annullamento del campionato Sky e Dazn non avrebbero più a disposizione quei contenuti, così come quei milioni di appassionati che hanno sottoscritto gli abbonamenti alle due piattaforme. Anche e sopratutto per questo, la Lega di Serie A non vuole assumersi la responsabilità della sospensione. Discorso diverso, invece, se la decisione di fermare la competizione fosse del governo, in questo frangente attore super partes.