Casa ItaliaCome chiedere la sospensione delle rate del mutuo e chi può farlo

Con il decreto Cura Italia il governo estenderà la platea dei possibili beneficiari anche ai lavoratori autonomi che hanno subito delle perdite su base trimestrale pari al 33 per cento del fatturato. Mancano però le norme attuative

Con il decreto Cura Italia il governo ha esteso il numero delle persone che potranno sospendere il mutuo sulla prima casa. Nei prossimi nove mesi potranno infatti richiederla anche i lavoratori autonomi che abbiano subito delle perdite su base trimestrale pari al 33 per cento del fatturato, e possano certificarlo. Di questa platea potranno far parte chi ha un reddito Isee superiore di 30mila euro perché il tetto per accedere alla misura è stato sospeso. Il decreto legge del 2 marzo aveva concesso questa possibilità a chi si è visto sospendere o ridurre l’orario di lavoro per almeno trenta giorni.

Nonostante i decreti legge siano immediatamente operativi quest’ultima moratoria avrà bisogno di qualche settimana per poter essere richiesta. Arriveranno chiarimenti sulle come presentare domanda alla propria banca. Nel frattempo sono stati stanziati i soldi da destinare al fondo dedicato:400 milioni di euro oltre ai 25 milioni di residui già presenti, che andranno al Fondo di solidarietà per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui per l’acquisto della prima casa (istituito con la legge 244/2007) presso il ministero dell’Economia e gestito da Consap Spa.

Secondo le stime della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro l’impatto delle misure di lockdown adottate dal Governo porterà al licenziamento di tre milioni di lavorator. Di questi oltre un milione sono autonomi e,1,9 milioni lavoratori dipendenti. A questi si aggiungono altri 3,6 milioni di occupati in settori a «rischio chiusura indotta».

Non servirà l’Isee per accedere al fondo, visto la difficoltà a misurare l’attuale situazione, ma probabilmente basterà un’autocertificazione per le partite Iva che dovranno dichiarare di aver registrato in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 un calo del proprio fatturato a causa dell’emergenza coronavirus. Tra i requisiti necessari per accedere alla moratoria, invece, bisogna aver contratto un mutuo per un immobile di importo non superiore a 250mila euro, deve essere vigente da almeno un anno e il ritardo nei pagamenti non superi i 90 giorni consecutivi. Finora il Fondo ha accolto 42.394 domande per un importo complessivo di 51,5 milioni di euro concedendo la sospensione del pagamento delle rate fino a 18 mesi.

Tuttavia, alcuni esperti del settore chiedeno di fare attenzione alla reale convenienza della moratoria. Per la durata della sospensione, infatti, il fondo pagherà alle banche, al posto dei mutuatari, solo il 50 per cento della quota dei mancati interessi maturati sulle rate non versate. Il restante 50 per cento degli interessi maturati durante la sospensione resterà a carico del titolare del finanziamento.
Proprio per questo motivo la scelta promossa dal Cura Italia potrebbe precludere la possibilità di surrogare il mutuo, non solo nel periodo di sospensione, ma anche in futuro. Ovvero, sarebbe impossibile per il cittadino trasferire il mutuo ipotecario da una banca a un’altra (operazione che generalmente ha lo scopo per il mutuatario di concordare condizioni a lui più favorevoli).

Anche se il mondo bancario, in periodi come questi, ha sempre grande comprensione di chi fa un mutuo, in passato ci sono stati istituti di credito che hanno negato la surroga a chi anni prima avevano fatto ricorso al Fondo di solidarietà per la sospensione delle rate. Il consiglio degli addetti ai lavori, quindi, è quello di attendere e valutare con attenzione se l’opzione di congelare il mutuo è veramente necessaria. Un’alternativa potrebbe essere aspettare che termini il periodo di criticità per poi optare per una surroga o una rinegoziazione, se necessario allungando il piano di ammortamento.