Troppo tardi, perché?Macron sapeva che lo «tsunami» coronavirus stava arrivando, ma lo ha sottovalutato

Agnès Buzyn, ex ministra della Salute, sostiene di avere avvertito per tempo Presidente e primo ministro della catastrofe sanitaria in arrivo. Aveva anche sconsigliato di tenere le elezioni, per poi candidarsi al comune di Parigi. Oggi dice: «Ci saranno migliaia di morti»

DENIS CHARLET / POOL / AFP

«Quando ho lasciato il ministero piangevo perché sapevo che lo tsunami era davanti a noi. Me ne sono andata sapendo che le elezioni non avrebbero avuto luogo». A parlare è Agnès Buzyn, ex ministra della Salute francese, che il 16 febbraio ha lasciato il suo posto al governo per sostituire il candidato macronista al comune di Parigi, Benjamin Griveaux, colpito da uno scandalo sessuale e costretto a ritirarsi. Buzyn si confida, in lacrime, alla giornalista del Monde Ariane Chemin in un lungo ritratto-intervista. Il contenuto è molto imbarazzante per Emmanuel Macron, perché la sua ex ministra e candidata al comune più importante di Francia ammette esplicitamente che il governo ha gestito male l’emergenza. Senza assumersi tuttavia la responsabilità di quanto accaduto.

«Sono delle lacrime pesanti, di fatica, di sfinimento, ma anche di rimorso», scrive la giornalista, che raccoglie una testimonianza a tratti sorprendente: «Ho visto subito quanto stava accadendo in Cina – dice Buzyn – Il 20 dicembre, un blog anglofono dettagliava delle polmoniti strane. Ho avvertito il direttore generale del ministero della Salute. L’11 gennaio, ho inviato un messaggio al Presidente Macron per spiegargli la situazione. Il 30 gennaio, ho avvertito il primo ministro Edouard Philippe che le elezioni non si sarebbero potute tenere. Senza dubbio. Mordevo il freno».

La ministra della Sanità in carica è convinta, dai dati che possiede, che le elezioni comunali non possano svolgersi. Avverte primo ministro e Presidente, che ignorano i suoi consigli, e continuano a ripetere che le elezioni si terranno, non c’è motivo di preoccuparsi. Decide non soltanto di tacere, ma di accettare due settimane dopo la candidatura a Parigi e di fare campagna elettorale nei bar, per le strade, nelle sale che ospitano i comizi.

Come si può riuscire a portare a termine una campagna elettorale per delle elezioni che molto probabilmente non si terranno? Agnès Buzyn risponde: «Dall’inizio non ho pensato che a una cosa: il coronavirus. Avremmo dovuto fermare tutto, era una pagliacciata. L’ultima settimana è stata un incubo, avevo paura a ogni meeting. Ho vissuto la campagna elettorale in modo dissociato»

Non è chiaro se quella di Buzyn sia una riscrittura della storia e un tentativo di addossare le responsabilità del colpevole ritardo delle misure a Macron e Philippe o se si è resa conto di aver commesso degli errori molto gravi, di cui si è pentita. Certamente non conclude l’intervista in modo molto elegante: «Cosa farò adesso? Ministro un giorno, medico per sempre. L’ospedale avrà bisogno di me. Ci saranno migliaia di morti».