CelebrazioniFesteggiamo la terra

La giornata mondiale della terra di oggi è quanto mai attuale: riuscire a ricostruire l'economia del pianeta puntando sul green è un imperativo categorico

Foto di Pixabay

La giornata mondiale della terra, inaugurata nel 1970 per ricordare la necessità della conservazione delle risorse naturali, si celebra oggi e compie 50 anni proprio nel momento più complesso per il nostro Pianeta: tante le occasioni per viverla, tutte diventate digitali a seguito del lockdown. Legambiente propone un flash mob per abbracciare la terra, condividendo foto di abbracci virtuali a mappamondi, disegni o immagini. Dalle 8 alle 20 su RaiPlay, una sequenza di 12 ore di contenuti live sul tema.

Tra le altre, il rilancio della Green Recovery Alliance, un’iniziativa promossa all’interno del Parlamento Europeo per richiedere che tra le misure per la ripresa post-Coronavirus vengano considerate anche ipotesi che tengano conto di sostenibilità e ambiente. È stata lanciata ufficialmente il 14 aprile da Pascal Canfin, l’eurodeputato francese che presiede la commissione per l’ambiente e la salute pubblica del Parlamento Europeo. Sono più di 180 i firmatari, tra cui tante aziende come Danone, Nestlè, Unilever, H&M, i ministri dell’ambiente di vari Paesi (tra cui Sergio Costa per l’Italia), diverse ONG.

Eugenio Sapora, Country Manager Italia, sottolinea l’impegno di Too Good To Go, rappresentata in Europa dalla CEO Mette Lykke: «È doveroso che l’ambiente e la sostenibilità vengano considerati dei pilastri fondamentali all’interno di una strategia europea per il post-emergenza. Ripartire è imperativo e necessario, ma abbiamo la possibilità di far sì che avvenga con un occhio rivolto a quei criteri di rispetto e attenzione verso l’ambiente, in cui viviamo e ci troviamo ad operare: un’opportunità da non perdere. È stato naturale per Too Good To Go entrare a far parte delle aziende firmatarie della Green Recovery Alliance, sull’onda della certificazione B Corp che abbiamo ricevuto a gennaio: i criteri di sostenibilità e responsabilità sociale sono già alla base del nostro modello di business e ci auguriamo diventino sempre di più la norma a livello nazionale e internazionale.»

Chiarissimo il punto di vista dei firmatari dell’alleanza, che sottolineano nel documento quanto questa possa essere un’opportunità di ripartenza e di revisione dei modelli condivisi finora. Dal documento, leggiamo:

«Dopo la crisi, verrà il momento di ricostruire. Questo momento di ripresa sarà un’opportunità per ripensare la nostra società e sviluppare un nuovo modello di prosperità. Questo nuovo modello dovrà rispondere alle nostre esigenze e priorità.
Questi ingenti investimenti devono innescare un nuovo modello economico europeo: più resiliente, più protettivo, più sovrano e più inclusivo. Tutti questi requisiti risiedono in un’economia costruita attorno ai principi Green. In effetti, la transizione verso un’economia neutrale dal punto di vista climatico, la protezione della biodiversità e la trasformazione dei sistemi agroalimentari hanno il potenziale di offrire rapidamente posti di lavoro, crescita e migliorare il modo di vivere di tutti i cittadini del mondo e contribuire a costruire società resilienti.
Non si tratta di creare una nuova economia da zero. Abbiamo già tutti gli strumenti e molte nuove tecnologie. Negli ultimi 10 anni sono stati compiuti enormi progressi. (…) Progetti come il Green Deal europeo e altri piani di sviluppo a zero emissioni hanno un enorme potenziale per ricostruire la nostra economia e contribuire alla creazione di un nuovo modello di prosperità. Riteniamo pertanto che dobbiamo preparare l’Europa per il futuro e
progettare piani di risanamento, sia a livello locale, nazionale che a livello dell’UE, sancendo la lotta ai cambiamenti climatici come nucleo della strategia economica. Chiediamo un’alleanza globale di politici, leader di aziende e realtà finanziarie, sindacati, ONG, think tank, stakeholder, politici di tutti i partiti, che sostenga e metta in atto pacchetti di investimento volti a una ripresa sostenibile per l’ambiente, che funga da acceleratore della transizione verso un mondo ad impatto zero e capace di preservare gli ecosistemi e le loro caratteristiche.»

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Linkiesta Paper Estate 2020