Spin-offQuando il vino è solidale

Wine tasting, webinar, e-commerce, video emozionali: aziende e realtà che stanno facendo qualcosa di concreto per combattere la crisi puntano tutto sul fattore emotivo e sulla solidarietà

«Bisogna andare al vino: non che il vino venga a te», profetizzò Mario Soldati in un suo libro. Una epigrafe fatta a margine del suo peregrinare nella inconsapevolezza di fine anni ’70, quando lo scritto fu edito, della potenza del web. World Wide Web: mondo – vasto – intreccio. Così si abbrevia l’Internet, una “ragnatela globale” delle cose quanto delle persone perché nel mondo ciò che conta sono le relazioni, anche a distanza. Degustazioni virtuali, formazione online, dirette social, digitalizzazione di riviste, e-commerce fino al delivery dedicato. Sono alcune delle iniziative battute in questi mesi in cui abbiamo abitato un tempo sospeso, un tempo che, per molti, non poteva aspettarne altro.

Lo sa bene chi lavora nel mondo enoico, un settore che è stato ricettivo a interpretare le rapide evoluzioni degli stessi rapporti tra produttore e consumatore. Come per la famiglia Olivini che, dopo il progetto solidale #SosteniAmoBrescia, ha aperto un proprio e-commerce dopo 50 anni di attività (tra l’altro appena compiuti), in un gesto doppiamente lodevole. «Tra le aziende bresciane siamo praticamente tra i primi a rivolgerci al consumatore con un nostro shop online. Con questo investimento abbiamo deciso di non lasciare soli i nostri agenti del canale Horeca che stanno vivendo un momento drammatico dal punto di vista commerciale: ad ogni vendita dello shop online verrà quindi data una percentuale agli agenti di zona». Il tema della prossimità è stato sposato da Slow Wine che si è unita all’appello dei cuochi dell’Alleanza Slow Food per chiedere al Governo e agli enti territoriali di sostenere concretamente l’agricoltura italiana, le filiere locali e la ristorazione di qualità. Una petizione che ad oggi ha coinvolto 2800 cuochi, contadini, viticoltori, allevatori, artigiani e cittadini invitando tutti a ripartire dalla terra.

Se l’Italia è la meta mondiale preferita dagli enogastronauti di tutto il mondo per “Food Travel Monitor 2020”, studio condotto da World Food Travel Association, e alla luce di un concreto interesse dei Millennials rivelato dal Rapporto sul Turismo Enogastronomico italiano 2020, c’è chi parla di ripartenza usando parole quali sostenibilità, accessibilità e aria aperta. Sono queste le componenti che delineeranno il nuovo modello di enoturismo, quello che integra territorio, ristoranti e strutture ricettive alla produzione vinicola. Il nuovo enoturismo è la neonata piattaforma che nasce in seno al recente decreto in materia: nella sua home page viene spiegato il significato dell’attività nonché indicati i requisiti per definire una cantina, una vigna o un territorio a carattere enoturistico. Questo progetto è stato lanciato con tre webinar di successo che hanno coinvolto esperti a livello internazionale sulle nuove tendenze di enoturismo, di comunicazione on- e off- line, sull’integrazione dell’e-commerce e sulle esperienze in network con i tour operator.

YouTube non inverte di certo il trend e sul canale di Wine.com ci si può imbattere in wine tasting virtuali con i migliori produttori di vino al mondo, come Gérard Bertrand e Jean-Charles Boisset, in dialogo con rockstar del calibro di Jon Bon Jovi o John Legend che per hobby si sono messi a vinificare. Questo periodo di lockdown non ha impedito alle aziende vinicole di investire nella corretta informazione. Lo ha fatto, per esempio, Masciarelli, cantina simbolo dell’Abruzzo, che nel mese di aprile ha realizzato la campagna animata “Stay at home and drink responsibly Italian!” condivisa sui social per spiegare, in particolare al mercato estero, che cibo e vino non sono veicoli di contagio da coronavirus. Un messaggio di positività che promuove il made in Italy e riconosce la bellezza del vino grazie ad altre forme di convivialità durante il distanziamento social(e).

100% italiana è OriginalItalia, piattaforma di e-commerce slow che dà voce ai piccoli produttori del nostro vino. Questo club raduna più di 20 storie autentiche di eccellenza italiana e crede che la vendita online non sia nemica della tradizionale distribuzione anzi, è piuttosto un’opportunità per «dare la giusta visibilità alle piccole realtà produttive italiane, frutto della biodiversità di questo pianeta, attraverso il prodotto che più dà gusto e passione: il vino». C’è poi The Winesider, la foodtech company nata dall’intuizione di un padre e di un figlio, che rivoluziona il metodo con cui i ristoranti acquistano vino e migliora la client experience. Al fianco dei ristoratori per un aiuto concreto nel post emergenza Covid-19, c’è Gianni Miscioscia, co-founder di The Winesider che attraverso operazioni strategiche è pronto ad aiutare una delle categorie più colpite: «uno degli asset fondamentali dell’esclusivo sistema di servizi offerto è proprio il conto vendita, per cui il ristoratore paga solo le bottiglie che vende. In tal modo si libera capitale che può essere reinvestito magari nella promozione del locale, non si immobilizzano risorse e, al tempo stesso, viene aggirata la problematica dell’invenduto».

L’interazione a distanza aiuta a ripensare metodi e contenuti. Così, ha fatto ONAV, Organizzazione Nazionale Assaggiatori Vino, che ha interrotto le lezioni in presenza per spostarsi sul web con corsi gratuiti e dedicati a temi di grande attualità. La stessa riflessione ha spinto anche il bere miscelato a mettersi in discussione. Prendiamo il caso di Nonsolococktail web agency, la scuola di Mattia Pastori pluripremiato bartender, diventata 2.0 a pochi mesi dall’apertura del proprio spazio di coworking e di formazione. Infatti, attraverso un sistema di apprendimento online disponibile alla voce Net Bartending è possibile accedere al calendario didattico per fruire dei prossimi webinar su Bar Manager Program, Classic Bartender e Modern Bartender Speziology.

Il mondo della birra non è rimasto di certo a guardare. Se nella GDO il video “Noi ci siamo” della Peroni ha raccolto tutte le iniziative messe in campo per fronteggiare l’emergenza da coronavirus, ci sono altre realtà di nicchia che hanno dato il loro sostegno. Da un’idea del Birrificio friulano Forum Iulii Andrà tutto bene è il sito online dedicato al mondo della birra artigianale in “stile solidAle”: per ogni confezione acquistata saranno donati 5 € alla Protezione Civile e alla Terapia Intensiva.

È stato ricordato nell’incipit, ciò che conta sono relazioni. Ma queste per essere educative devono perseguire tre ambizioni: promuovere la cultura, essere condivise e generare vocazione. Quest’ultima è stata una discriminante che ha aiutato le attività a fare la differenza, mettendo in campo scelte originali e, il più delle volte, coraggiose, al di là di logiche commerciali e politiche.

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