La Commissione europea ha chiarito il punto più controverso del Meccanismo europeo di stabilità. Gli Stati che accederanno alla nuova linea di credito pensata per la crisi (la Pandemic Crisis support) non avranno alcuna condizionalità. L’unico obbligo sarà spendere quei soldi per l’emergenza sanitaria, ovvero «sostenere il finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi COVID-19».
Il vice presidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, e il commissario all’Economia Paolo Gentiloni lo hanno chiarito in una lettera inviata al presidente dell’Eurogruppo, Mario Centeno. Quella che sembra una formalità tra istituzioni è in realtà un messaggio politico per i 19 ministri delle Finanze dei Paesi con l’euro che si riuniranno domani per decidere quando rendere operativo il pacchetto di aiuti Mes-Bei-Sure già approvato anche dal Consiglio europeo.
Il messaggio è rivolto in particolare al ministro dell’Economia olandese Woepke Hoekstra che qualche giorno fa aveva scritto una lettera d’intenti al Parlamento dei Paesi Bassi su come si sarebbe comportato nell’Eurogruppo. Hoekstra ha promesso in cinque punti che presserà affinché questa la linea di credito speciale sia disponibile solo per la durata della crisi e che le procedure sia adeguatamente monitorate.
E soprattutto Hoekstra ha promesso di porre tra le condizioni che il Paese che chiede il prestito dovrà firmare un «memorandum in cui si impegna a utilizzare la linea di credito per sostegno al finanziamento interno dell’assistenza sanitaria diretta e indiretta, guarigione e i costi relativi alla prevenzione a seguito della crisi Covid-19».
Gentiloni e Dombrovskis hanno fatto capire che invece che la Commissione europea non chiederà nessun memorandum e si limiterà a controllare l’unica condizionalità prevista: che i soldi siano spesi per coprire i costi sanitari diretti e indiretti. Una definzione molto ampia che potrà essere oggetto di interpretazioni.
Gli Stati che accederanno al Mes non dovranno inviare comunicazioni o altre informazioni supplementari sul loro sistema finanziario. Né si applicheranno le procedure che di solito prevede la Commissione «per affrontare le difficoltà strutturali interne».
Ma soprattutto la Commissione eviterà l’aspetto che mediaticamente potrebbe rievocare qualsiasi spettro della Troika nella mente dei cittadini europei: i viaggi speciali dei commissari nel Paese che ha chiesto aiuto. «Le missioni di revisione saranno integrate nel normale ciclo di sorveglianza del semestre europeo».


