BruxellesLe tre cose che ha deciso il Parlamento europeo durante la plenaria del 14 maggio

Gli eurodeputati hanno chiesto un piano di emergenza per garantire la continuità dei finanziamenti dell’Unione, hanno approvato il regolamento sul riuso dell’acqua per permettere agli agricoltori irrigare anche durante le ondate di calore e nuove etichette sugli pneumatici per aiutare i consumatori

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Nel primo giorno della plenaria, i deputati del Parlamento europeo hanno approvato tre provvedimenti agli antipodi che mostrano quanto l’Europa possa incidere in ogni aspetto nostra vita quotidiana. Il voto più importante è stata la risoluzione con cui il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione europea di presentare un piano di emergenza per garantire la continuità dei finanziamenti Ue entro il 15 giugno 2020.

Il problema non è secondario perché c’è il rischio concreto che a causa della pandemia il prossimo bilancio dell’Unione europea a lungo termine (2021-2027) non entri in vigore il 1° gennaio del prossimo anno. «Temiamo che il nuovo quadro finanziario programamtico non sia pronto in tempo a causa dei gravi ritardi accumulati», ha spiegato il correlatore Jan Olbrycht, polacco del Partito popolare europeo.

In teoria se non fosse approvato il nuovo bilancio verrebbe esteso quello di quest’anno ma fino a un massimale già previsto che non coprirebbe il finanziamento di programmi che scadranno alla fine del 2020. Parliamo dell’Erasmus o i programmi di coesione e di ricerca. L’obiettivo della proposta è fornire una rete di sicurezza per cittadini, regioni, città, agricoltori, università e imprese che beneficiano dei programmi dell’Ue.

Secondo gli eurodeputati questo piano permetterebbe di riorientare le risorse in modo agile come già fatto con il budget di quest’anno ma soprattutto fornirebbe una base migliore da cui partire rispetto a un bilancio pluriennale che rischia di arrivare troppo tardi e di non essere così corposo come chiesto il 17 aprile dallo stesso Europarlamento.

«I cittadini, le imprese e la società civile non capirebbero per quale ragione il 1° gennaio 2021 non ci sia un bilancio dell’UE. Se era già difficile accettarlo prima di questa pandemia, ora è molto più difficile, con il grave impatto del COVID-19 sulle famiglie, le scuole, le imprese e le economie», ha spiegato l’altra correlatrice della risoluzione, la portoghese Margarida Marques dei Socialisti e Democratici.

La risoluzione purtroppo è una raccomandazione non vincolante. Ma essendo passata a maggioranza (616 voti favorevoli, 29 contrari e 46 astensioni), la Commissione europea deve presentare una proposta pertinente oppure informare il Parlamento sui motivi di una mancata proposta. La presidente Ursula Von der Leyen ha rassicurato: «Quando quest’Aula, deliberando a maggioranza dei suoi membri, adotta risoluzioni che chiedono alla Commissione di presentare proposte legislative, mi impegno a rispondere con un atto legislativo nel pieno rispetto dei principi di proporzionalità, di sussidiarietà e del legiferare meglio».

Le nuove norme per aumentare il riutilizzo dell’acqua.
La scarsità d’acqua è un problema crescente per sempre più paesi dell’Unione. Almeno l’11 per cento della popolazione europea e il 17 per cento del suo territorio sono stati colpiti da questo fenomeno. E durante l’estate, oltre la metà della popolazione degli Stati europei che si affacciano sul Mediterraneo sono colpiti dallo stress idrico.

Per questo il Parlamento europeo ha adottato un nuovo regolamento che definisce i requisiti minimi per l’uso delle acque di recupero per scopri agricoli. Parliamo per esempio delle acque reflue urbane che sono state bonificate in un impianto. Un modo per non sprecare acqua dolce  e far sì che gli agricoltori europei possano riutilizzarne di più per irrigare i campi, soprattutto durante le ondate di calore.

«Potremmo potenzialmente riutilizzare 6,6 miliardi di metri cubi d’acqua entro il 2025, rispetto agli attuali 1,1 miliardi di metri cubi all’anno», ha spiegato la relatrice Simona Bonafé dei Socialisti e Democratici. «Ciò richiederebbe un investimento inferiore ai 700 milioni di euro e ci permetterebbe di riutilizzare più della metà dell’attuale volume d’acqua proveniente dagli impianti di trattamento delle acque reflue dell’UE, teoricamente disponibili per l’irrigazione, evitando più del 5% di estrazione diretta dai corpi idrici e dalle falde acquifere».

Gli eurodeputati non hanno tecnicamente votato per approvare il regolamento. È stata adottata in via definitiva senza votazione, in apertura di sessione perché nessuno ha presentato emendamenti alla posizione del Consiglio che aveva approvato l’atto in prima lettura. Queste norme entreranno in vigore in tre anni per dare il tempo a tutti gli Stati membri di adeguarsi.

Le nuove etichette degli pneumatici.
Sembra un voto ininfluente e invece potrebbe far ridurre di 10 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 e aumentare il fatturato nel settore manufatturiero di 9 miliardi di euro. Parliamo del nuovo regolamento sull’etichettatura dei pneumatici approvato mercoledì dal Parlamento europeo che entrerà in vigore dal 1 maggio del 2021.

Con il nuovo sistema le etichette per pneumatici di auto e camion dovranno essere visibili e ben esposte per i consumatori anche online e devono avere un codice Qr per una facile scansione. L’obiettivo è informare i consumatori sul risparmio di carburante, sull’aderenza sul bagnato e sulla rumorosità esterna di rotolamento dello pneumatico.

Per questo saranno inserite le informazioni relative al chilometraggio, l’abrasione, gli pneumatici rigenerati e l’aderenza su neve e ghiaccio. I dati sulla resa chilometrica e sull’abrasione saranno inclusi quando sarà disponibile un metodo di test.

Proprio l’abrasione dei pneumatici che si verifica durante il loro utilizzo rappresenta una fonte significativa di micro-plastiche che sono dannose per l’ambiente.

«L’aggiornamento delle etichette dei pneumatici è uno strumento semplice ma efficiente, che contribuisce ad una mobilità più sicura e più pulita, incoraggiando cambiamenti nel comportamento dei consumatori», spiega la relatrice finlandese Henna Virkkunen, del Partito popolare europeo.  «Le particelle rilasciate dai pneumatici rappresentano la maggior parte delle microplastiche presenti nell’ambiente. Il regolamento affronta questa pressante questione includendo i parametri di chilometraggio e di abrasione nel campo di applicazione, non appena saranno disponibili metodi di test adeguati».

Anche in questo caso il regolamento è stato adottata in via definitiva senza votazione, in apertura di sessione perché nessuno ha presentato emendamenti. Ora dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio dei ministri dell’Unione.

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