EnologikaReinventarsi durante il lockdown, la storia di Simone Pilla

Con tutte le attività chiuse a marzo e ad aprile c’è chi ha sfruttato l’improvviso tempo libero per studiare e per approfondire alcuni aspetti del proprio lavoro, la storia di un agente di Milano

Photo by Kelsey Knight on Unsplash

Superato lo shock derivato dal trovarsi dall’oggi al domani a casa, senza niente da fare o quasi, in tanti si sono dedicati durante i mesi di marzo e di aprile a tutta una serie di attività che in passato avevano trascurato o sempre rimandato. Nel mondo del vino molti gli esempi raccolti in queste settimane, c’è chi quasi subito ha colto la palla al balzo per inserire all’interno del proprio sito una piccola piattaforma dedicata alla vendita diretta, occasione per rispolverare quelle liste di email che erano rimaste nel cassetto per troppo tempo. Risultato: qualche centinaio di bottiglie vendute e soprattutto una mailing list perfettamente ordinata a cui scrivere ogni mese, anche solo per un breve aggiornamento. C’è chi ha mandato a tutti i propri agenti le nuove annate dei propri vini più rappresentativi, quelle che sarebbero state presentate a Vinitaly, e ha dedicato loro intere giornate su Zoom per spiegarle in un contesto di particolare tranquillità e concentrazione. C’è chi ha mandato bottiglie a giornalisti, blogger, influencer ed è riuscito a mettere insieme più rassegna stampa in questi 3 mesi che nei 3 anni precedenti e c’è chi si è dedicato, non potendo varcare i confini regionali, soprattutto ai clienti della propria zona, inviando loro una campionatura e poi, appena riaperte le attività, visitandoli di persona a pranzo o a cena per rafforzare la propria presenza sul territorio.

E poi c’è chi ha colto l’occasione per reinventare il proprio lavoro, almeno un po’: Simone Pilla da più di 12 anni è focalizzato sul mercato del cibo di qualità a Milano: «Lavoro con Longino & Cardenal da molto tempo, rappresentando i loro straordinari prodotti qui in città. È però di un paio d’anni fa l’idea di focalizzarmi anche sul mondo del vino, un universo che nel corso del tempo avevo già sfiorato ma che poi era non si era concretizzato in un’opportunità a lungo termine».

«Ho frequentato la scuola alberghiera e da subito ho iniziato a lavorare nella ristorazione, esperienza che è culminata da Innocenti Evasioni qui a Milano tra il 2006 e il 2008, allora come adesso aveva una Stella Michelin. Poi sono passato da questa parte della barricata, proponendo quindi prodotti alla ristorazione, esperienza che si è evoluta e che mi ha portato da un po’ a lavorare anche con il vino. Ho fondato la mia agenzia, si chiama Wine Side e il nome vuole richiamare i diversi lati del vino. Come una grande bistecca necessita della giusta frollatura anche il vino ha bisogno del giusto affinamento in bottiglia».

Simone mi racconta che con il lockdown tutto si è bloccato, all’improvviso. «Come una macchina che frena e che si ferma, certo con la consapevolezza che sarebbe stato per un periodo limitato di tempo, però ha fatto effetto. Personalmente ho cercato di sfruttare questo periodo per parlare di più con i miei partner e con i miei clienti. Per contattarli e per approfondire con loro aspetti che nella fretta di tutti i giorni si tendono a dare per scontati. Questo mi ha permesso di sviluppare ulteriormente Wine Side, e portare il progetto a piena maturità».

«Il bello di lavorare con il vino al giorno d’oggi – continua – è che si ha a che fare con persone straordinariamente preparate. I sommelier di Milano hanno una professionalità che anni fa non esisteva, ed è bello potersi confrontare con loro su tutti gli aspetti del vino. Non ci si limita al solo assaggio e al prezzo della singola bottiglia, si riesce a parlare di territori e di filosofie produttive, sono tutti bravissimi».

Una situazione resa possibile anche da una clientela sempre più curiosa? «Sì, anche con una propensione alla spesa diversa rispetto a un tempo. Oggi in tutti i ristoranti si può parlare di vini considerati tempo fa come più di nicchia. Penso per esempio a un Franciacorta sui generis, ai Prosecco col fondo, a tutto il mondo dei vini biologici e biodinamici. Questo mondo è cambiato molto e oggi è più stimolante che mai».

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Linkiesta Paper Estate 2020