Poker Wine Advocate ha premiato con 100/100 ben cinque Barolo 2016

Per la prima volta la celebre testata americana premia ben cinque Barolo della stessa annata con il massimo punteggio, dimostrazione di una grandissima vendemmia e di un distretto produttivo ormai protagonista su scala mondiale

Foto di Massimo Candela da Pixabay

Che la 2016 nelle Langhe sarebbe stata un’annata di quelle che segnano un decennio e forse anche più era chiaro da molto tempo. Una consapevolezza in parte nata già durante la vendemmia e in parte maturata con il passare del tempo, dopo aver iniziato ad assaggiare i primi frutti di quella raccolta così eccezionale.

La vendemmia del 2016 a Barolo

Un’annata classica, come si dice in gergo. Un’annata che richiama cioè alla memoria quelle precedenti i primi segni del cambiamento climatico, e che quindi ha permesso di raccogliere le uve come si faceva una volta, durante il mese di ottobre.

Un’annata che è iniziata lentamente, fredda e mediamente secca fino al mese di aprile quando si sono registrati alcuni picchi di calore superiori alla media dei 10 anni precedenti. Anche l’estate è stata calda, ma senza eccessi: una stagione con pochi temporali caratterizzata da un’umidità particolarmente bassa e da una ventilazione costante. Ingredienti questi che hanno introdotto un mese di settembre caratterizzato da notevoli escursioni termiche tra il giorno e la notte, una condizione pressoché perfetta per portare a piena maturazione le uve senza squilibri.

Non è un caso che molti produttori proprio durante l’autunno del 2016 abbiano optato per macerazioni mediamente più lunghe degli anni precedenti, a dimostrazione di una condizione delle uve arrivate nelle cantine pressoché perfetta. Una vendemmia che si inserisce all’interno di un decennio, quello tra il 2007 e il 2016, particolarmente fortunato, che ha portato ad almeno 4 annate da considerarsi come straordinarie (le altre sono la 2008, la 2010 e la 2013).

Wine Advocate

Oggi di proprietà del Gruppo Michelin, Wine Advocate è una testata fondata da Robert Parker nel 1978. Inizialmente diffusa solamente via posta, si trattava di un vero e proprio bollettino contenente ogni 2 mesi centinaia di recensioni di vini, poche righe corredate da un punteggio su una scala centesimale a concluderne il giudizio.

Con il passare degli anni il suo successo è stato tale da influenzare enormemente il mondo del vino non solo francese. Le valutazioni di Parker sono state per lungo tempo le più attese e le più discusse: ogni volta che un vino, soprattutto di Bordeaux ma non solo, veniva premiato con 100/100 il suo prezzo saliva notevolmente, con una richiesta specie negli Stati Uniti che quasi sempre superava di gran lunga l’offerta.

A partire dal 2001 Robert Parker ha iniziato a delegare parte degli assaggi a una serie di collaboratori, ognuno focalizzato su una precisa area geografica. Nel 2013 è entrata a far parte del team Monica Larner, con il compito di seguire per Wine Advocate l’Italia.

I filari della Langhe, foto di Roberto Faccenda

I Barolo 2016 da 100/100

Prima di oggi e in 7 anni Monica Larner aveva espresso il suo massimo giudizio per appena 5 Barolo. Erano stati solo i Riserva 2007 e 2009 Villero di Vietti, il Riserva Monfortino 2010 di Giacomo Conterno, il “Vite Talin” 2013 di Luciano Sandrone e il Riserva “Rüncot” 2013 di Elio Grasso a vantare i famosi 100/100. Una prudenza di giudizio che rende i punteggi relativi all’annata 2016 particolarmente eclatanti, ben 5 infatti i Barolo premiati con il punteggio “assoluto”, quello che almeno sulla carta dovrebbe essere sinonimo di perfezione. Eccoli:

– Comm. G.B. Burlotto Barolo Cannubi 2016

– Gaja Barolo “Sperss” 2016

– Bartolo Mascarello Barolo 2016

– Luciano Sandrone Barolo “Le Vigne” 2016

– Vietti Barolo Rocche di Castiglione 2016