PesciCome far sorridere gli sgombri

Il pesce azzurro è celebrato per la sua economicità e per la sua estrema bontà: ma solo un cuoco poetico innamorato del mare ci può raccontare perché dobbiamo sceglierli per la nostra alimentazione

I pesci da mezz’acqua sono veramente buffi.
Hanno tutti la bocca al centro della testa, con la mascella inferiore leggermente curvata verso il basso, quasi a dargli un tono triste, arrabbiato, con un caratteraccio da gente di terra ferma.
Non li biasimo; nella fascia centrale del mare ci sono più predatori che prede, ci sono pochi ripari e pochissimo cibo.
Inoltre c’è solitamente meno corrente, quindi si fa sempre più fatica…eppure loro sono lì, spesso in numerosissimi banchi che a volte rappresenta la salvezza, in altre una condanna a morte.
Gli sgombri sono tra gli abitanti più preziosi del nostro Mediterraneo, fondamentali sia da prede che da predatori.
Si trovano un po’ ovunque, in tutti gli oceani, nei mari caldi e nei mari freddi, tranne in acque poco profonde perché è proprio la fascia centrale (tra i 150 e i 200 metri) la loro zona di vita.
Un pesce fondamentale perché regola tanti equilibri vitali delle acque, con la sua dieta onnivora (plancton, meduse, piccoli pesci, uova e larve di pesci, gamberi, vermi e molluschi gasteropodi) e con la sua presenza, per i predatori che se ne nutrono.
Nel corso del XX secolo la pesca di sgombri è aumentata sensibilmente, arrivando perfino, nel 1960, al rischio di estinzione della popolazione dell’Atlantico occidentale.
Questo a causa dell’intensificazione della pesca, causata dalle industrie alimentari che lo adoperano in gran parte per la produzione di farine alimentari, destinate agli allevamenti ittici.
Nel corso degli ultimi decenni si stanno approntando azioni e misure per strategie di pesca sostenibile, la cui applicazione è causa di attriti tra paesi della Comunità europea, come la Scozia e l’Irlanda, e paesi estranei, come l’Islanda e le Far Oer.
Insomma, la solita incapacità dei burocrati politici di comunicare su temi fondamentali, per salvaguardare la salute del mare.
Mangiate pesce azzurro fresco e pescato da piccole imbarcazioni, evitando prodotti industriali a basso costo o surrogati a base di farine di pesce (crocchette, polpette surgelate, cotolette già pronte).
La vostra salute ne gioverà, Poseidone vi sarà grato.
E gli sgombri, forse, anziché apparire tristi, ci sorrideranno…

Fabio Tammaro è chef del Ristorante Officina dei Sapori di Verona.

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta