La letteratura che fallisceFrasario immorale di parole scritte e pubblicate nei libri

Ciò che è bello di un volume è la sua anteprima, insieme alla speranza che subito dopo finisca tutto e non ci sia nient’altro

PAUL ELLIS / AFP

Se nei libri succede quello che succede nella vita, la letteratura ha fallito (Anonimo)

Che bellezza quando l’anteprima di un libro è finita e tutto il resto è omesso (Lettrice Italiana)

Quel che segue è tratto dai libri, veramente e non per scherzo

–– Gli chiese di che segno fosse, non astrologico ma sintagmatico

— Per i propri ritorni, ripensamenti, arretramenti, si affidò al gioco dell’oca, compresi i soliti dadi aleatori che rotolano

— Nominò la metafora come fosse un’amicizia di vecchia data, la metonimia sua zia

— Si impegnò in quella storia come al monte di pietà ossia con molto deprezzamento, per non dire dell’esosa imposizione di interessi da parte, appunto, della pietà

— Essere sentimentalmente complici esclude o include una piccola componente di complicità criminale? Se lo chiede.

— Si crede autorizzato a comprendere i propri sentimenti

— A pagina 36 prenota un tavolo per la serata di pagina 41

— Le volle mostrare le sue cicatrici invisibili

— Crede che vivere sia saper vivere senza saperlo

— Vede acquari e acqua d’acquario e anche aria come d’acquario ovunque

— Vede come per la prima volta la caffettiera d’ogni mattina

— Vede i fili invisibili

— Vede l’asse immaginario

— Vede un filo interdentale di luce

— Vede una luce abbacinante che non si può guardare

— Non vede al di là della propria nuca

— Coinvolge e maltratta animali con uso di similitudini

— La libertà del vento, il vento della libertà (frasi ugualmente insignificanti)

— La fronte desertica con dune

— Fronti alte o fronti basse, sono escluse le pezzature medie per le fronti dei personaggi

— Sentirsi dentro una bolla di qualcosa

— Sentirsi fuori gioco ma ricorrendo al Var

— Centimetri di vita

— Arpionare per dire afferrare (artigliare, tre frasi dopo)

— Avere segreti e rivelarli (nessun personaggio è all’altezza di un segreto non svelato)

— Che somiglia a un ulivo

— Che è volubile come un oleandro

— Che non vorrebbe essere lì

— Che niente è come sembra (questa frase da cinema)

— Che si trova dalla parte sbagliata ma giusta

— L’edera pettegola e maldicente

— I seni pieni, i seni dritti, i seni frutti

— Gli sguardi di fiamma ossidrica

— Gli occhi galleggianti

— Spente scintille negli occhi acquosi

— Pagliuzze d’oro negli occhi, nemmeno un po’ irritati

— Come una febbre sentì addosso quell’occhiata gelida

— Gli attimi dilatati (molto convenienti, ché nessuno sa scrivere, in un attimo, l’attimo)

— La componente utopica

— La scomponente distopica

— La deponente ucronica

— L’autista in attesa

— Dormendo, cade nel sonno di chi dorme accanto

— La voce del ginocchio interiore

— Valutava a occhio il peso dei sentimenti o di una bistecca

— Sì sentì sovrastato da una cappa di rame battuto

— Lo lasciò incustodito a desiderare

— Desiderò di lasciarla ma restò per continuare almeno a desiderare

— Tornò per riprendersi la vita lasciata in prestito

— Si vergognò come un cane, arrossì come un melograno spaccato, avvampò come il tramonto (il cane era però bianco e maremmano)

— Come neve al sole (qualsiasi cosa, esclusa la neve)

— Come un veleno (qualsiasi cosa, escluso qualsiasi veleno)

— La cara, vecchia eccetera (qualsiasi cosa, anche giovane)

— Camminò sotto i portici sorreggendo tutto il loro peso sulle spalle

— Siamo fatti d’anima, un’anima che va di corpo

— Vedere monoliti in qualsiasi cosa

— Leggere e sentire le staffilate, i ruggiti, i muggiti, i nitriti, i grugniti, i coccodè delle frasi sonanti o rumorose, anche i cigolii

— Qualcosa come può essere qualcosa quando è come qualcosa

— Riempì il silenzio, gli spazi di silenzio, con un isolante

— Mangiare la minestra in silenzio, cosa impossibile, o i bucatini

— Qualsiasi cosa che inizia quando termina il singhiozzo

— La chimica dell’anima

— La fisica dei sentimenti

— La botanica della sensibilità

— La zoologia della coscienza

— L’astrologia del fatalismo

— La matematica alla base

— La passione al capolinea, o l’amore (qualsiasi cosa richiede un certo trasporto, inteso come mezzo di trasporto)

— Le scappatelle a piedi

— Il presentimento posticipato

— Non c’era più tempo, respirò tutto d’un fiato

— Fiutare un’aria di tabacco (plagiando Eliot o plagiati da Eliot)

— Il tabaccaio all’angolo

— Il bar all’angolo

— La lavanderia all’angolo

— Come un pugile all’angolo

— L’angolo nel centro storico

— Praticare la finzione narrativa per smantellare stereotipi e luoghi comuni ossia la realtà (che viltà)

— Il finto prato, la finta piscina, il finto spruzzo dell’irrigatore

— Nominare i polsini perché logori (anche i colletti)

— Smania di andarsene (chi scrive è sempre presuntuoso ossia fa l’annoiato), poca smania di restare (che è la più bella smania nei più bei racconti)

— Incardinato, incardinata (non di sportello né di porta né di finestra ma di tutt’altro)

— Entrare nel vivo con parole pungenti e affilate

— Iddio ringhioso, e poi, per quella velleità parodica che è negli aggettivi: uggiolante, guaente, miagolante Iddio (ma questi sono aggettivi per raffinati)

— Il tempo si fermò di botto provocando tamponamenti

— Avere dei momenti

— La difficile percezione di non avere dei momenti, nemmeno sapendo quali

— Le metafore sostenibili, eque, solidali

— Con accenti commossi e apostrofi piangenti

— Bianco abbagliante o spento: gli interruttori del bianco sulle pareti della pagina

— Qualcosa che sembra fuori posto: deserti, montagne, oceani, il sole, l’universo

— Occhi che sembrano avere impacchettato migliaia di paesaggi

— Sgusciare nei luoghi, sentirsi un fagiolo spinto da un pollice in un baccello

— Qualcosa che sembra una nave nella tempesta (la nave no, è un fuscello)

— Dopo un primo smarrimento la seconda scelta

— La vacuità bovina dell’occhio del ciclone

— Un mondo in cui ci sia posto per un altro mondo

— Imprenditore nel ramo della frutta

— Qualcosa che lascia il gusto di un’altra cosa

— L’ultimo abbraccio: avere solo pochi minuti di anatomia

— Capelli torrenziali, labbra gonfie di pioggia, sulla pelle un odore di terra bagnata

— Gli occhi dal colore cangiante a seconda di chi la guardava

— Nell’arte come nella vita (anche al contrario è ugualmente insignificante)

— Quando è scritto “ride” o “rido” o “ridiamo”, tra parentesi nelle interviste

— Quando è scritto “accedere”, “approssimarsi”

— Aspettava sulla riva che passasse nuda a nuoto, stile rana

— Baciandolo lei disse “sento un fremito”, lui disse “forse è il vento, forse un gatto, forse i ladri, vado a vedere”

— Sentirsi come un annaffiatoio, come una canna da pesca, come un angelo di porcellana

— Sentirsi sollevare, poi sentirsi cadere

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