Zero emissioniPerché il Parlamento europeo sta discutendo una nuova legge sul clima

L’Unione si pone un obiettivo ambizioso: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050

Pixabay

«Abbiamo un’opportunità storica per portare la politica climatica a livelli più elevati. Spero che il Parlamento europeo questa settimana non si lasci sfuggire questa occasione».

L’europarlamentare svedese del gruppo dei Socialisti e Democratici Jytte Guteland ha voluto lanciare questo messaggio nel corso di un webinar condotto lunedì 5 ottobre direttamente dal Parlamento Europeo. Un momento di confronto per parlare della legge europea sul clima, che questa settimana verrà votata in Parlamento, con cui l’Europa si pone un obiettivo ambizioso: raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. Per farlo è necessario concordare un obiettivo comune sulla riduzione delle emissioni, per il 2030, che deve raggiungere il 60% rispetto al 1990.

Oggi più che mai l’ambiente è al centro dell’attenzione e dei lavori del Parlamento europeo. La prossima sessione plenaria sarà chiamata, mercoledì 7 ottobre, a confermare la decisione della commissione Ambiente (Envi) sulla Legge sul clima. I deputati hanno chiesto una riduzione delle emissioni di gas serra del 60% entro il 2030, un obiettivo più ambizioso di quello della Commissione europea (55%) e coerente con la risoluzione con cui, nel 2019, il Parlamento europeo ha dichiarato l’emergenza climatica.

«Questo è un momento storico – ha sottolineato Guteland – E vorrei ringraziare la Commissione che ha deciso di rendere questa proposta il fiore all’occhiello del Green New Deal europeo voluto dal presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen».

«Se non facciamo di più, se non ci impegniamo a rispettare l’accordo di Parigi, l’Europa perderà anche la possibilità di essere un attore geopolitico influente – ha sostenuto Guteland – Penso che sia importante ricordare che il Parlamento è nato come un’unione del carbone e dell’acciaio. Ora, invece, ci stiamo impegnando per renderlo “climaticamente neutrale”, cioè non impattante».

Nel 2019 il Consiglio europeo approvava l’obiettivo sulla neutralità climatica per il 2050 e il 28 novembre 2019 il Parlamento aveva dichiarato con una risoluzione l’emergenza climatica e ambientale in Europa e nel mondo: in quell’occasione il Parlamento aveva chiesto alla Commissione di garantire che tutte le proposte legislative e di bilancio pertinenti fossero pienamente in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C. Pascal Canfin presidente della commissione europea per l’ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare (Envi) in quell’occasione aveva sottolineato: «Il Parlamento europeo ha appena adottato una posizione ambiziosa in vista della prossima COP25 di Madrid. Data l’emergenza climatica e ambientale, è essenziale ridurre le nostre emissioni di gas a effetto serra del 55% entro il 2030. Si tratta inoltre di un messaggio chiaro e tempestivo alla Commissione, alcune settimane prima della pubblicazione della comunicazione sul Green Deal».

Poi, nel marzo 2020, veniva proposta la legge UE sul clima sopracitata, modificata il 17 settembre per incorporare un nuovo obiettivo di riduzione delle emissioni per il 2030.

In relazione al progetto di neutralità climatica si è espresso anche François Dejean, alla guida dell’unità “Mitigazione del cambiamento climatico, energia e trasporti” presso l’European Environment Agency. Gettando un seme di speranza, nel corso del webinar dello scorso 5 ottobre ha sottolineato che l’Unione sta facendo dei passi avanti, come confermano i dati. L’Europa è passata da una produzione di 5 miliardi di tonnellate di CO2 nel 1990 a un -20% nel 2020. «Per raggiungere l’obiettivo che ci stiamo prefiggendo dobbiamo eliminare circa 100 miliardi di tonnellate di emissioni. E questo può sembrare scoraggiante. Ma, in realtà, gli ultimi dati relativi al 2019 fanno ben sperare. In quell’anno, sono state tagliate 150 milioni di tonnellate».

Il voto di mercoledì 7 ottobre

«Sono molto orgogliosa e felice di vedere che il Parlamento europeo nella prima votazione abbia confermato la nostra proposta», ha sottolineato Guteland in una conferenza stampa nella mattinata del 7 ottobre a commento del voto sulla prima parte degli emendamenti, approvata con 352 voti (326 i contrari e 18 gli astenuti).

«Il fatto che la maggioranza degli europarlamentari – ha continuato l’europarlamentare svedese – abbia votato per la riduzione del 60% delle emissioni climalteranti entro il 2030 penso sia un segnale molto forte e chiaro per raggiungere il traguardo della neutralità climatica». I deputati ora si esprimeranno sulla seconda parte degli emendamenti. I risultati saranno pubblicati nel primo pomeriggio e poi seguirà la votazione sull’intera relazione.

«Siamo più che mai leader nell’ambizione climatica!», ha commentato in un tweet Pascal Canfin, europarlamentare francese e presidente della Commissione ambiente dell’Europarlamento.

Il voto finale di giovedì 8 ottobre

Il Parlamento ha adottato il suo mandato negoziale sulla legge europea sul clima con 392 voti favorevoli, 161 contrari e 142 astensioni. La nuova legge mira a trasformare le promesse politiche, secondo cui l’Unione raggiungerà la neutralità climatica entro il 2050, in un obbligo vincolante e a fornire ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità di cui hanno bisogno per pianificare la trasformazione. I deputati insistono sul fatto che sia l’Unione che tutti i singoli Stati membri devono diventare neutri sotto il profilo delle emissioni di carbonio entro il 2050 e che, in seguito l’Unione dovrà raggiungere l’obiettivo di “emissioni negative”. Chiedono inoltre finanziamenti sufficienti per raggiungere questi obiettivi.

Parlamento europeo

Entro il 31 maggio 2023 la Commissione deve proporre, mediante procedura legislativa ordinaria, una tabella di marcia su come raggiungere la neutralità entro il 2050, per limitare l’aumento della temperatura globale, in conformità con l’accordo di Parigi. La tabella dovrà essere rivista dopo ogni bilancio a livello globale. Per valutare i progressi compiuti in questa direzione, i deputati hanno proposto l’istituzione di un organismo scientifico indipendente ad hoc: il Consiglio europeo per i cambiamenti climatici (Eccc).

 

 

 

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