Mai più senza Mangiare, viaggiare, rilassarsi, godersi la vita: c’è altro? Pensare (al cibo)

Le scelte della redazione per cose buone da gustare e luoghi ameni da visitare, oggetti da collezionare e altro che non ci sta nelle categorizzazioni classiche

Scegliere dieci cose gastronomiche che hanno lasciato il segno non è impresa facile, per chi vive di cibo: in equilibrio tra mangiare e leggere, guardare e viaggiare, ho condensato ciò che di più gustoso, bello e curioso ho incrociato nelle ultime settimane per la mia strada, lastricata di buone intenzioni. Gastronomiche, naturalmente.

Un ristorante

Prendete i vostri amici più cari, imboccate la A1 e uscite a Fidenza. Non vi fermate all’outlet, ma andate fiduciosi in piena campagna, direzione Fornio. In questa osteria di tradizione incontrerete l’accoglienza di Luca e Cristina, e i sapori dimenticati che vi faranno riscoprire un modo di intendere la vita che noi cittadini abbiamo completamente dimenticato. Forse sono tanto appassionata di posti così perché vicino a casa non li ho mai avuti, mentre qui ogni mattone trasuda gusto e sapore. Rotonde morbide suadenti appaganti avvolgenti sinfoniche: le mezze maniche di Cristina sono quello che vi serve per riconciliarvi con il mondo. Il resto ve lo lascio scoprire da soli. I ristoranti devono essere così. Gestiti da persone così. Che aprono le porte della loro casa e con un lavoro faticosissimo, costante e appassionato, tengono in vita i sapori che hanno reso grande la nostra cucina.

Osteria di Fornio – Via Fornio, 78 – località Fornio, Fidenza

Una serie tv

Ho scoperto questa chicca grazie a un post su Facebook di una redattrice di Gastronomika e mi sono sorbita come un ramen bollente in una domenica d’inverno tutte le puntate, che mi portavano in un universo irreale, nel ristorante all’interno di un mercato di Tokyo, dove i clienti sono in grado di interagire tra loro, con il cibo e con il cuoco in modo ironico e appassionante. È così giapponese che più non si può, e così avvolgente che quando finirete le puntate vi sembrerà che qualcuno vi abbia tolto la coperta calda con cui vi eravate avvoltolati per guardarlo. 

Midnight Diner: Tokyo Stories

Un avocado a domicilio

Questa realtà siciliana ha una produzione biologica di avocado, 100% made in Sicilia, e spediscono i loro prodotti in tutta Italia. Li prenotate online e vi arrivano deliziosi frutti verdi, indispensabili per il vostro guacamole del cuore (per me, invariabilmente: cipolla, lime, sale, peperoncino e avocado ben frullati, con qualche cubetto di pomodoro fresco). Vi mandano anche il mango, anch’esso provvidenziale per il dolce più facile del mondo. Frullare mango e yogurt bianco, aggiungere cardamomo polverizzato e deliziarsi.

Una docu-serie su YouTube

Uso utile e efficace di una piattaforma online. Sette piccoli produttori ci accolgono nelle loro terre per mostrarci le loro attività di tutti i giorni. Ci raccontano come sono arrivati a fare quello che fanno, perché hanno preso questa decisione e ci confidano come vogliono creare significato e valore attraverso il loro lavoro. Come hanno affrontato il periodo del Covid-19? Che cosa gli ha insegnato negli anni la natura? Cosa sperano per il futuro? Tenera e didascalica, per quei momenti in cui hai un po’ di tempo, non sai cosa guardare, ma non vuoi far passare senza soluzione di continuità balletti scemi su TikTok.

Una birra da venerdì sera

C’è qualcosa di più insensatamente buono, rilassante, piacevole del primo sorso di birra, il venerdì sera? Per me, no. È quella sensazione di libertà assoluta, di fine dei turbamenti, di relax concesso anche dai calvinisti più integerrimi. (Sì, ho dei problemi di dipendenza dal lavoro e grandi sensi di colpa se sto con le mani in mano. Mamma, papà, è colpa vostra, ndr.). La birra dell’autunno non può che essere la Baladin Zucca, che ha la zucca coltivata in Italia dagli agricoltori di Piozzo tra gli ingredienti. Nasce inizialmente per celebrare la festa annuale dedicata alla Zucca organizzata dalla Pro Loco di Piozzo, il primo fine settimana di ottobre, ma ben presto è diventata una birra classica della produzione Baladin. Ispirata ai sapori delle torte alla zucca fatte per coccolare tutta la famiglia nel periodo autunnale, quando la bevi ti ritrovi in una fattoria del Texas davanti al camino acceso. Da quest’anno, oltre al formato classico da 75 cl, si aggiunge il formato 33 cl: non ve lo consiglio, meglio andare sul sicuro con il formato più adatto al venerdì sera. Grande!

Una rivista a sorpresa

Ho scoperto questo splendido sito seguendo un link di una newsletter. E ho subito capito che avrei investito in tante di queste piccole riviste indipendenti, riunite in un sito che le seleziona, le colleziona e ce le manda a casa. Volendo, anche a sorpresa, con un secret mag club di cui io devo far parte. Il tutto con un tono elegante, con quei piccoli particolari che fanno capire che siamo davanti a un progetto amato e coccolato, creato da Anna Frabotta. La rivista a sorpresa arriva in uno dei loro pacchi regalo, abbinata a una foto d’epoca originale e a un racconto inedito che prosegue di mese in mese. Ci sono anche riviste di cucina? Sì, una selezione da urlo, con titoli da tutto il mondo.

Un dolce da comprare online

Le sfogliatine mi fanno impazzire fin da piccola. Ma non avevo mai assaggiato queste: un capolavoro di croccantezza, dolcezza contenuta, ricetta d’autore e perfetto equilibrio di gusto. Da comprare online insieme alle altre (tante!) delizie che propone il giovane e dinamico Nicola Olivieri.

I taralli

Sono stata a Lecce per parlare di Gastronomika e di comunicazione del cibo. Che cosa fa una giornalista gastronomica quando ha un’ora libera in una città? Va a fare shopping di prodotti locali. Passeggiando nelle vie del centro ho intercettato un panificio che aveva una vetrina invitante: dentro ci ho trovato il re dei taralli, con nipotina comunicatrice. Lei sei anni, lui più di 50 di lavoro dietro al banco. I taralli e le frise d’orzo erano poesia croccante. E proprio mentre stavo andando via, Noemi mi ha allungato un bigliettino da visita e mi ha svelato che spediscono in tutto il mondo. Prendetene qualche pacco in più: finiscono in un istante. Il negozio si chiama Golosità del Salento e io sono diventata dipendente dai taralli uvetta e cipolla rossa.

Un servizio di piatti che ci ricorda di non sprecare

Passeggiando per il quasi-fuorisalone milanese, che quest’anno è stato sottotono e autunnale, mi sono imbattuta in questi piatti di Astrid Luglio e Ester Bianchi. Il loro progetto si chiama Scarpetta e raccoglie sei piatti di metallo smaltato dedicati a sei ricette della cultura popolare italiana, raccontate con sei composizioni grafiche ispirate agli avanzi di cibo lasciati nel piatto. Una collezione per la tavola in continuo divenire, in cui il prodotto diventa un pretesto per indagare e veicolare fantastiche storie culinarie. Li stanno mettendo in produzione in queste settimane, si possono prenotare qui. Ci ricordano, proprio quando serve, il non spreco come stile di vita.

Le Tweetricette

Piccolo spazio pubblicità. Da qualche settimana twitto ricette in 280 caratteri. Se avete voglia di idee sfiziose per piatti da preparare senza dosi ma con tanto amore, ecco la soluzione. Le trovate qui.