The apprenticeIl Disperato Covidiota Tour di Trump che non sa più cosa inventarsi per farsi rieleggere

Quasi ogni sera il presidente degli Stati Uniti fa un comizio in uno Stato che deve vincere per forza: Florida, Pennsylvania, North Carolina, Iowa. Difende il sud confederato, attacca gli antifa, insulta Joe Biden e ammicca alle signore. «Non ha abbastanza soldi per finire la corsa», ha detto un suo ex fundraiser

Afp

Disperato Covidiota Tour
Da sabato scorso, Donald Trump pare impegnato in un Disperato Covidiota Tour. Quasi ogni sera arriva in uno stato che deve vincere, Florida, Pennsylvania, North Carolina, Iowa. Atterra tra migliaia di persone senza mascherina, prendendo in giro le precauzioni anti-contagio, vantandosi di stare benissimo e di voler baciare tutti, lui a cui tutti fanno schifo e soprattutto i suoi ruspanti fans. In scaletta Trump ha i suoi greatest hits: difende il sud confederato, attacca antifa, insulta i media e Joe Biden. Poi propone una novità, fa il simpatico con le signore: «Donne suburbane, please like me. Please like me», apprezzatemi, per favore, «ho salvato il vostro dannato quartiere». Secondo alcuni fa ridere, secondo altri non sa più cosa inventarsi. Secondo medici e autorità sanitarie, è pericoloso, urla cose false sul virus e rischia, anche così, di fare vittime (Trump fa tutti questi comizi per convincere i trumpiani redneck ad andare a votare, se li manda all’ospedale o li uccide ci vanno, poi)

Cappuccetto Barrett
«Non ci sono montagne nel Midwest, idiota. Ci sono pianure e granturco e una merdosa tonnellata di bianchi che votano contro il loro interesse». È una battuta di Orange Is the New Black, andrebbe bene per Amy Coney Barrett, che viene dall’Indiana. E per le giovani donne «per cui lei diventerà un modello», come ha detto il senatore Lindsey Graham, una figura con cui le ragazze dell’America profonda si potranno identificare, e pazienza se gli toglierà i diritti riproduttivi (Barrett è anti-aborto, anzi, come dice Graham «sfacciatamente pro-vita»; e anti-contraccezione, e pensa che la fecondazione in vitro andrebbe equiparata all’ omicidio colposo).
Anche gli elettori meno reazionari stavolta esprimono opinioni contro il loro interesse. Dopo due giorni di audizioni, secondo un sondaggio Politico/Morning Consult, la percentuale di democratici che pensano debba essere confermata è salita di 13 punti (ora il 48 per cento degli iscritti a votare è d’accordo con la sua conferma).

Perché la giudice ha funzionato. Si è presentata come mamma plurima prima della classe che spalancava grandi occhi chiari preoccupati a ogni cattiveria dei senatori di opposizione. Praticamente Cappuccetto Barrett. Il rosso-Handmaid dei vestiti dei primi giorni ha aiutato, il terzo Barrett ha osato il malva, giacca e girocollo con colletto ottocentesco.

E mentre media e account conservatori cercano di montare una ACB-mania (la chiamano con l’acronimo, come RBG-Ruth Bader Ginsburg), il senatore democratico Cory Booker continua a twittare che ACB non ha risposto neanche sul dovere del presidente di accettare un pacifico passaggio di poteri. E qualcuno tira fuori un vecchio caso di discriminazione razziale, di uno che veniva chiamato nigger dal suo capo. Nella motivazione, la giudice Barrett aveva scritto che il querelante «doveva provare che l’uso della parola abbia creato un ambiente lavorativo ostile».

Hunter, Rudy e Steve
La contro-storia che dovrebbe danneggiare Biden – e forse ci riuscirà – riguarda al solito il figlio Hunter. In un MacBookPro portato a riparare e mai ritirato, nella copia dell’hard drive finita in mano a Steve Bannon e a Rudy Giuliani che l’ha data al New York Post, sarebbero state trovate due email in cui un manager ucraino gli chiede di intercedere col padre. Alcuni siti ora dicono che le mail sono false. Il Post e i Trump e i media trumpiani condividono nonstop l’articolo. Con l’occasione, è mediaticamente risorto Bannon, da poco rilasciato dopo l’arresto per truffa, e non poteva mancare, in questa fine di una presidenza che in parte ha inventato lui.

Atei per Biden e cristiani trumpiani
Joe Biden potrebbe diventare il secondo presidente cattolico dopo John F. Kennedy. E come Kennedy sarebbe eletto col voto decisivo dei senza Dio. Secondo un sondaggio del Pew Research Center, votano Biden l’83 degli atei e degli agnostici, e il 62 per cento di quelli che non credono «in niente di particolare». Gli altri gruppi molto bideniani sono i protestanti afroamericani, lo votano al 90 per cento, e gli ebrei, al 70 per cento. I bianchi protestanti evangelici sono il gruppo trumpianissimo, col 78 per cento. I protestanti bianchi normali sono trumpiani solo al 53, i bianchi cattolici al 52. Mentre i cattolici ispanici sono al 67 per cento per Biden. Tutti insieme, credenti e altri, attualmente, dato nazionale, sono al 52 per Biden e al 42 per Trump.

Eric in armeria
Eric, il terzo figlio di Trump preso in giro perché non è un genio, si spende molto in campagna elettorale. Fa comizi in luoghi chiusi dove pochi portano la mascherina, corteggia lo zoccolo duro trumpiano nei luoghi preferiti, come le armerie. Doveva per questo incontrare elettori all’Huron Valley Guns di New Hudson, Michigan, ma ha dovuto annullare: hanno appena arrestato un impiegato dell’armeria, era uno dei miliziani terroristi che volevano rapire la governatrice del Michigan Gretchen Whitmer. Ed Swadish, proprietario dell’armeria, ha però detto che l’impiegato era stato licenziato perché «si presentava al lavoro in mimetica», e con molti accessori.

Florida Men, separati in town hall
Oggi Trump sarà a Miami, ma non per un altro dibattito. Era previsto ma è stato cancellato per il Covid di Trump, e perché poi lui stava meglio ma non voleva un dibattito in collegament. Perché non voleva che gli silenziassero il microfono.  Così alle otto-due di notte ora italiana farà una town hall sulla Nbc, rispondendo a domande di elettori. Unico problema: la town hall sarà in contemporanea con quella di Biden sulla Abc. Per cui ora c’è la gara a chi fa più audience e chi boicotta chi, e poi c’è chi da’ segni di cedimento, e non guarderà nessuno.

Florida Men votano
«Il giorno delle elezioni arriverà una marea rossa», dice Michael McDonald, scienziato politico della University of Florida; di un rosso repubblicano. Intanto votano i democratici. Tra gli elettori che hanno già depositato le schede, il 51 per cento è registrato come democratico; solo il 29 sono di repubblicani (gli altri sono registrati come indipendenti).

Intanto. La campagna di Trump continua a mandare mail e a postare post spiegando che Biden è comunista. Biden sarebbe avanti di 4-5 punti, e va abbastanza in giro per lo stato. E Trump lo aiuta. Ha condiviso un meme in cui la P di Biden for President è cancellata, si legge Biden for Resident, e lo si vede photoshoppato in sedia a rotelle tra altri vecchi in una casa di riposo. E in Florida gli anziani sono decisivi e magari qualcuno si offende (e, dato nazionale, sembrano aver abbandonato Trump per Biden, i sondaggi tra gli anziani li danno 43 a 52).

Florida Men, aggiornamenti
La campagna di Trump «non ha abbastanza soldi per finire la corsa», ha detto un ex fundraiser a Business Insider. La colpa è in parte dell’ex campaign manager poi arrestato in mutande, Brad Parscale. Parscale è indagato per aver preso decine di milioni forse non in disaccordo con i Trump, e di aver speso malissimo contando su donazioni alla campagna per almeno 200 milioni che non sono mai arrivate (intanto i Trump temono le rivelazioni di Parscale).

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