ImperdibiliUna settimana da Dio

Piatti pronti a base vegetale, i posti sinceri di Milano, pasta fresca molto pop e melon pan, ma anche cetrioli tristi che invecchiano e l’insostenibile voglia di tirarsi le torte in faccia. I consigli della redazione per cose gastronomicamente rilevanti

  1. C’è un nuovo delivery ed è plant based

Ho provato in anteprima EarthMeals, il nuovo servizio che cucina piatti pronti su misura a base di prodotti vegetali freschi e li consegna a casa o in ufficio. Il delivery, che regala il lusso di non pensare più alla spesa, sarà attivo dal 12 ottobre. Nel frattempo ho avuto la possibilità di ordinare sei piatti: taroz della Valtellina al pesto vegano e formaggio vegano; insalata di quinoa con verdure, lenticchie e formaggio vegan; miglio con curcuma e arcobaleno di verdure; insalata di fagioli, orzo e macedonia di verdure; riso basmati con verdure e ingredienti d’amore; sorgo bianco, radicchio rosso mantecato, ceci e verdure. L’ordine è arrivato ieri, annunciato dal corriere via email, e ho fatto in tempo ad assaggiare il riso basmati con un ricco corollario di verdure e semi, che ho scaldato in padella come da istruzioni. Ottimo e abbondante, sulla confezione c’è scritto “piatto unico” ed è vero. Volendo si può ricevere la consulenza di un nutrizionista compilando un questionario gratuito sul sito: basta selezionare gli alimenti che si è soliti consumare con più frequenza, aggiungere peso, altezza, eventuali intolleranze e livello di attività fisica praticata. I consigli per un menu personalizzato in base alle proprie esigenze arrivano via email. Tutte le ricette sono comunque bilanciate e diverse a seconda che ad ordinarle sia un uomo o una donna, cucinate a vapore o a bassa temperatura, in modo che le proprietà nutrizionali non vadano disperse. I piatti sono conservati dentro le loro confezioni in atmosfera modificata e nel pacco c’è anche la borsa ghiaccio che consente di mantenere i cibi freschi per diverse ore (ottima soluzione che aiuta nel caso in cui non si abbia la possibilità di metterli subito in frigo). Altra ottima idea è la scadenza abbastanza lunga, una dozzina di giorni, che consente di programmare i pasti anche a distanza di una settimana. Voto: 8.

 

  1. Ceramiche fatte per osare

Se state cercando un’idea per il backsplash della cucina (la porzione di parete compresa tra il piano di lavoro e i pensili) la giovane designer ucraina Daria Zinovatnaya ha disegnato qualcosa che difficilmente passerà inosservato. La nuova collezione di piastrelle Soda per Ceramica Bardelli è un inno gioioso alla forza espressiva del colore da declinare su pareti e pavimenti, dentro e fuori casa, alternando sedici diversi pattern grafici.

  1. La pasta pop art di Linda Miller Nicholson

Linda Miller Nicholson, conosciuta in rete come @saltyseattle, è una vera artista della pasta fresca che prepara fin da piccola. Con gli anni le sue creazioni si sono arricchite di colori fluo ottenuti da coloranti alimentari e succhi vegetali. Tra i suoi cavalli di battaglia, ci sono le lasagne Argyle o i Pink polka dott pansotti, eredità di alcuni anni trascorsi in Italia. Linda si diletta anche in ritratti a base di pasta (in foto, l’omaggio a Ruth Bader Ginsburg, giudice della Corta Suprema americana recentemente scomparsa).

  1. I posti sinceri di Milano
    Lontano anni luce dalla skyline luccicante della Milano capitale della moda e del design c’è un sottobosco fatto di bar di periferia, trattorie, biliardini e jukebox anni Sessanta. La pagina Instagram Posti Sinceri è nata per conservare la memoria della Milano di quartiere che resta fedele a se stessa: la latteria Cicala di via Felice Bellotti con le tovaglie a scacchi, i manifesti del film western e il biliardo al Bar Lisi di via Riva di Trento, i tavolini in formica verde e le pareti rivestite con la boiserie delle bocciofile, gli amari vintage, le insegne sbiadite dei locali “che sono sempre stati lì”. Avamposti dove sventola la bandiera #piùcibomenofood come direbbe il direttore.

  1. Tu lo conosci il Melon Pan?

La scoperta gastronomica della settimana è un dolce giapponese, il Melon Pan, una sorta di pan brioche dolce avvolto da una crosta croccante di biscotto, conosciuto anche in Cina e a Taiwan. Qui la ricetta (in inglese) della versione al tè matcha che sembra particolarmente invitante. Se non avete voglia di mettervi in cucina, è possibile ordinarlo su questo shop online. Ps: il melone non c’entra nulla, il dolce si chiama così solo perché la forma ricorda il frutto.

  1. Perché le torte in faccia sono un classico della comicità

Fin dai tempi più remoti gli uomini hanno desiderato tirarsi addosso il cibo e fare a pezzi il vasellame. Gli antichi Greci, se sufficientemente irritati, si lanciavano coppe di vino mentre nell’Europa dell’età barocca accadeva di frequente che la cerchia di nobili ospiti si ritirasse dopo aver mangiato, cedendo il campo agli astanti per l’affondo finale. Questi si avventavano sulla tavola demolendo le raffinate costruzioni culinarie, tipiche dei banchetti dell’epoca, con un piacere paragonabile a quello dei bambini che distruggono i castelli di sabbia e buttano giù le torri di mattoncini. E che dire dei coltelli? Li impugniamo con presa leggera nell’atto di tagliare il cibo, li riponiamo con la lama rivolta verso il piatto e mai ci sogneremmo di usarli con violenza contro un altro commensale; eppure tutte queste regole di bon-ton sono figlie di un implicito e antico divieto a non farsi la guerra mentre si mangia, tanto che era consuetudine riporre le lame nei foderi prima di iniziare un banchetto. “Storia delle buone maniere a tavola, Le origini, l’evoluzione e il significato”, appena uscito per Giunti, è un viaggio appassionante che, l’avrete già capito, conduce molto lontano dalla sfera classica del “si fa o non si fa”. Arte, storia, antropologia si intrecciano nel racconto di Margaret Visser tanto che alla fine non riuscirete più a sedervi a tavola senza guardare con occhi diversi commensali e stoviglie.

  1. Come invecchia un cetriolo?

Il fioretto della settimana: osservare la lenta agonia di un cetriolo, ripreso in time lapse, come monito a non sprecare il cibo. Un argomento che ci sta molto a cuore.

  1. La serie tv

Problemi a ordinare la dispensa? Su Netflix è appena partita la miniserie “The Home Edit: l’arte di organizzare la casa”, otto episodi in cui sbirciare nelle case delle celebrities, da Eva Longoria a Khloé Kardashian, e scoprire che anche le star non sanno mettere in ordine il frigorifero. Clea Shearer e Joanna Teplin, due guru seguitissime sui social (3,7 milioni di followers su Instagram) hanno una autentica fissazione per l’armonia cromatica. Dopo sarà difficile scegliere il cartone del latte senza pensare: a cosa lo abbino in frigo? Ovviamente hanno scritto anche un libro per acquisire e mantenere nel tempo il rainbow-protocol.

  1. Monocle da collezione

Il numero di ottobre della rivista Monocle, appena uscito in edicola, dedica un’intera monografia alle eccellenze italiane. Nella sezione Comfort food, tra gli altri, c’è il pastificio Felicetti con le varietà monorigine che si sono guadagnate un posto nell’olimpo della pasta secca; menzione d’onore anche all’agricoltura sostenibile portata avanti dalle storiche cantine siciliane Tasca d’Almerita (data di fondazione 1830), un ecosistema fondato su cinque vigneti sparsi sull’isola, di cui uno a Salina, due resort e un ristorante.

  1. Un hamburger è per sempre

Chiudiamo con una campagna pubblicitaria destinata a lasciare il segno. In occasione dell’Helsinki Pride, Burger King è scesa in campo al fianco della comunità LGBTQ+ con la campagna “Love Conquers All”. Per le strade della capitale finlandese sono apparsi diversi cartelloni che mostrano Burger King mentre bacia appassionatamente Roland McDonald. Ma questa volta non si tratta dell’ennesima sfida a colpi bassi o dell’annuncio di una imminente fusione tra i due colossi. «Burger King è da sempre sinonimo di uguaglianza, amore e diritto di tutti di essere così come sono» – ha spiegato la brand manager Finlandia Kaisa Kasila. «L’unico caso in cui potrebbe non sembrare così è quando ci rivolgiamo al nostro concorrente. Ma vogliamo essere chiari: tutto nasce dal rispetto che nutriamo nei loro confronti. E sappiamo che anche McDonald’s condivide i nostri stessi valori. Abbiamo pensato: quale modo migliore di trasmettere i nostri valori se non interpretando un bacio onnicomprensivo tra Burger King e McDonald?».

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta