Le regole di NataleMini-riapertura per scuole e negozi

Il governo pensa di cambiare il sistema dei parametri che decidono la collocazione delle regioni in zona rossa, arancione o gialla. Si potrebbe tornare in classe il 9 o il 15 dicembre. Ma niente piste da sci

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

A quanto pare, non ci sarà nessuna grande riapertura in occasione delle festività natalizie. Ma solo dei piccoli spiragli, per evitare che il Natale si trasformi nel volano della terza ondata del virus. E per farlo il governo si prepara a modificare già nel prossimo dpcm le regole che suddividono le regioni tra fasce di rischio, con le aperture automatiche di bar, ristoranti e attività a seconda del colore.

Perché con l’indice Rt che già questo venerdì potrebbe essere sotto la soglia di 1, man mano tutte le regioni andrebbero a collocarsi nelle fasce di rischio minore. Piemonte, Lombardia, Valle d’Aosta e Calabria già dal 27 novembre potrebbero passare dal rosso all’arancione, fino ad arrivare via via alle porte del Natale a una Italia tutta in zona gialla. Con la libertà di spostarsi quindi da una zona all’altra in occasione di feste e cenoni natalizi, fare shopping e andare nei bar, anche se fino alle 18.

Uno scenario che spaventa gli scienziati del Comitato tecnico scientifico, ma anche il ministro della Salute Roberto Speranza. L’indice Rt, così come è sceso, può risalire rapidamente. Non bisogna dare eccessivo peso a quel numero, spiegano i tecnici delle regioni che oggi incontreranno il governo nella cabina di regia.

Ecco perché si pensa di cambiare le regole, dando più peso all’incidenza dei contagi sulla popolazione e alla occupazione dei posti letto. E si potrebbe anche prevedere sempre una sosta di 14 giorni nell’area arancione per le regioni che dalla fascia rossa avrebbero invece tutti i requisiti per passare direttamente in fascia gialla.

Il governo, però, sotto Natale qualche concessione vuole permetterla. Soprattutto per dare un po’ di ossigeno ai consumi e all’economia. Da quello che si sa, non si riaprirà tutto, tantomeno si ripopoleranno le piste da sci. Per gli spostamenti tra le regioni, si pensa a una deroga per i ricongiungimenti dei soli parenti di primo grado per permettere a chi è bloccato in zone rosse o arancioni di raggiungere figli o genitori, anche se non è residente in quella regione.

Aperture «brevi», poi, per negozi e scuole. In una finestra dal 15 al 23, il governo pensa di far tenere alzate le saracinesche dei negozi fino alle 22 nelle regioni gialle e arancioni, spostando a quel punto il coprifuoco alle 23 o anche forse a mezzanotte. Ma nei giorni di Natale e Capodanno, causa messa e attesa della mezzanotte, si potrebbe andare anche oltre.

E «se i regali si fanno “in presenza” non possiamo dire ai ragazzi di continuare a fare lezione “a distanza”», ha già detto la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Tanto che si pensa a un ritorno in classe il 9 dicembre. O forse il 15. A una settimana dalle vacanze di Natale.