Cinque regioni in lockdownCoprifuoco dalle 22 alle 5. Le zone rosse nella mani di Speranza

Giuseppe Conte nella notte ha firmato il nuovo dpcm. Entrerà in vigore da domani e durerà fino al 3 dicembre. Divide il Paese in tre aree: oggi si saprà dove scatteranno le chiusure totali. Ci si aspetta la corsa a negozi e parrucchieri. Ancora scontro con le Regioni

Foto Mauro Scrobogna /LaPresse

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha firmato nella notte l’ennesimo dpcm, il più duro del dopo estate. Entrerà in vigore domani e durerà fino al 3 dicembre. Il Paese viene diviso in tre zone – verde, arancione e rossa – con altrettante misure proporzionali ai livelli di rischio delineati dall’Istituto superiore di sanità.

Oggi si saprà in quale zona finirà ogni regione (per un minimo di 15 giorni). Lombardia, Piemonte, Calabria e la provincia di Bolzano è probabile che finiscano nella zona rossa. Campania, Puglia, Veneto, Liguria e Valle d’Aosta nella zona arancione.

Sarà il ministro della Salute Roberto Speranza a firmare le ordinanze che faranno scattare il lockdown nei territori dove il rischio di contagio è più alto e dove lo scenario è di «elevata» o «massima» gravità. Il decreto assegna al ministro anche la possibilità di esentare «specifiche parti del territorio regionale» da alcune misure di contenimento. Ma prima che scattino le eventuali zone rosse bisognerà fare le ordinanze e quindi non sarà un passaggio imemdiato.

Ma il livello di scontro con i governatori regionali in queste ore è stato ed è altissimo. Da una parte, le Regioni hanno chiesto misure univoche nazionali, quindi prese dal governo. Dall’altra, contestano il potere discrezionale del ministro della Salute sulle aree destinate al lockdown.

La contestazione è stata trasversale. In testa il leghista Attilio Fontana, presidente della Lombardia, che ieri ha continuato a dirsi contrario alla differenziazione delle misure a livello regionale, sostenendo per giunta che sono scelte basate su numeri vecchi. L’assessore al Welfare Giulio Gallera ha invitato il governo a non prendere decisioni prima di giovedì, quando dall’analisi del comitato tecnico-scientifico regionale arriverà una prima valutazione dell’impatto delle restrizioni già in vigore. Dati che potrebbero modificare – dicono – la differenziazione delle singole aree.

Ma a capo dei governatori in rivolta c’è anche l’emiliano Stefano Bonaccini, esponente di punta del Pd. Il governo ha assicurato che le restrizioni scatteranno automaticamente in base a valutazioni scientifiche, e che comunque le Regioni saranno coinvolte nella decisione. In ogni caso, i governatori chiedono ristori immediati alle attività chiuse e congedi parentali per i genitori i dei bambini costretti a casa.

Ecco le nuove regole in base alle tre fasce:

1. Misure nazionali:
– Coprifuoco dalle 22 alle 5: ci si potrà muovere solo per motivi di lavoro o salute, provati dall’autocertificazione.
– Autobus, metropolitane e treni regionali a capienza ridotta del 50%.
– Didattica a distanza al 100% per le scuole superiori. Scuole aperte per elementari e medie.
– Bar e locali restano chiusi dopo le 18. Centri commerciali chiusi nei weekend e nei giorni festivi, con l’eccezione di farmacie, alimentari, tabaccai ed edicole all’interno delle strutture.
– Chiusi cinema, teatri musei e mostre.
– Concorsi sospesi, tranne quelli per la sanità.

2. Misure nelle zone arancioni con «scenario di elevata gravità» (in aggiunta a quelle nazionali):
– Vietato entrare e uscire dal territorio del proprio Comune se non per motivi di urgenza, lavoro e salute autocertificati. È sempre consentito il rientro nella propria casa.
– Chiusi bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Sì alla consegna del cibo a domicilio e, fino alle 22, al cibo da asporto, purché non sia consumato sul posto.
– Il ministro della Salute verifica la situazione una volta alla settimana e cambia eventualmente le misure, in accordo con la Regione.

3. Misure nelle zone rosse con «scenario di massima gravità» (in aggiunta a quelle nazionali):
– Spostamenti vietati in entrata, uscita e all’interno del Comune, se non per i soliti motivi comprovati.
– Aperte solo scuola dell’infanzia, elementari e prima media. Per tutti gli altri didattica a distanza.
– Negozi chiusi tranne alimentari, edicole, tabaccai, farmacie. Per bar e ristoranti consentite solo le consegne a domicilio e, fino alle 22, l’asporto. I parrucchieri potrebbero restare aperti.
– L’attività sportiva sarà possibile solo vicino a casa e da soli.

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