Legge di bilancioSi studia una nuova cassa integrazione per le partite Iva

Due ipotesi sul tavolo: un fondo da 1 miliardo per lo stop di un anno ai contributi per i lavoratori autonomi e un ammortizzatore sociale destinato agli iscritti alla gestione separata dell’Inps che hanno subito perdite significative

Foto Vincenzo Livieri - LaPresse

Maggioranza e opposizione sono ancora alla ricerca di un’intesa alla Camera sulle modifiche al disegno di legge di bilancio. Intanto, tra le ipotesi più interessanti, sulla quale potrebbero convergere tutti i partiti, c’è il pacchetto di aiuti per le partite Iva. Chiesto anche dal centrodestra.

Ieri il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in un post ha annunciato l’intenzione del governo di escludere dal pagamento dei minimali contributivi gli autonomi con ricavi fino a 50mila euro. Un annuncio che ha portato subito i leghisti alla Camera, insieme al resto dell’opposizione, a rivendicare la paternità della proposta. In ogni caso, il confronto continuerà. E porterà probabilmente – scrive Il Sole 24 Ore – alla costituzione di un fondo da 1 miliardo per la decontribuzione.

A questa misura si affiancherà poi una sorta di cassa integrazione per gli iscritti alla gestione separata. Che vorrebbe essere non solo una misura limitata agli effetti del Covid, ma una nuova misura strutturale di welfare. Chi perderà la metà dei ricavi rispetto alla media del triennio precedente avrà diritto di chiedere all’Inps un assegna con un tetto massimo di 1.000 euro con una durata limite di sei mesi.

L’annuncio è arrivato ieri dal viceministro dell’Economia Antonio Misiani. E anche su questo ci sarebbe la convergenza di maggioranza e opposizione. Un modo per dotare di un paracadute i lavoratori a prescindere dalla forma contrattuale, dopo che – proprio in occasione della crisi Covid – il governo è dovuto ricorrere a delle misure tampone del tutto nuove per gli autonomi.

Intanto continua alla Camera l’esame degli altri temi della manovra, sui quali invece non vi è accordo. Tra quelli più caldi, il superbonus del 110% che i grillini vorrebbero estendere al 2023. Ma anche l’accisa sul tabacco riscaldato, la cannabis light e il rifinanziamento del Fondo piloti e personale di terra.