AntiNataleSurgelati o piatti gourmet, l’importante è che sia festa

Nonostante il clima natalizio si intraveda dietro ogni angolo, in tutte le vetrine e sui balconi di villette e palazzi, divieti, concessioni e ripensamenti ci impongono di immaginare una celebrazione poco tradizionale. Ci abbiamo provato

Ormai è chiaro. Ci è stato detto in tutti i modi, facendo ampio uso di giri di parole, similitudini, metafore ampollose: questo Natale non sarà una celebrazione tradizionale. Sarà diverso, differente da come buona parte degli italiani hanno sempre festeggiato il 25 dicembre.

Ciò significa: niente tavolate, nessuna tombola con parenti anziani e nessuna cena tra colleghi o amici, in favore di una festa più intima, familiare, da condividere con i parenti stretti, quelli con cui già si convive quotidianamente.

Presa coscienza di questo tema, incontestabile, giunge la necessità di capire come celebrare effettivamente questo strano Natale e le soluzioni che si stagliano all’orizzonte sono, chiaramente, due: tentare di ricreare l’atmosfera degli scorsi anni, o dissacrarla.

Andiamo con ordine, se scegliete la prima opzione vi ritroverete a chiedere a zii, nonni, cugini e genitori i propri cavalli di battaglia gastronomici, ossia le ricette classiche che da anni vedete comparire tra lucine e coccarde natalizie, quelle che ormai loro preparano a occhi chiusi e senza più nemmeno prestare attenzione alle dosi perché vanno ad occhio. Sapete già che non riuscirete a riprodurle fedelmente, un po’ perché è normale che sia così e un po’ perché i veri chef domestici non svelano mai tutti i loro segreti. Naturalmente vi impegnerete anche a imbastire un pranzo di dodici portate anche se siete solo in due, apparecchiare con l’argenteria, stirare la tovaglia buona e maledire chi di voi oserà farvi cadere una goccia di vino. Si tratta di una scelta di tutto rispetto, molto italiana, molto corretta.

Poi, c’è l’altra.

Seguire la strada meno battuta in questo caso non significa ignorare il Natale, ma accettarne pienamente la sua eccezionalità – perché speriamo tutti che non ci capiterà più di festeggiare il Natale in questo clima – e agire di conseguenza. Se vi scopriste, forse inaspettatamente, a desiderare questo secondo scenario, allora liberatevi di pregiudizi e orpelli abitudinari e preparatevi a scandalizzare Babbo Natale festeggiando come più vi aggrada. La libertà – entro i limiti imposti dall’ultimo DPCM – è quasi totale ma se non sapete da che parte cominciare, abbiamo pensato a una piccola guida all’AntiNatale. Il motto è semplice: festeggiare senza stress.

Primo punto: nessuna sveglia. Non dovrete muovervi da casa vostra, nessuno vi sta aspettando per dare inizio a pasti e fasti, per cui non c’è ragione di svegliarvi presto, però, almeno, levatevi il pigiama.

Diamo per scontata una buona colazione, l’apertura dei regali – ricevuti preferibilmente per posta, mi raccomando – le chiamate ad amici e parenti distanti. Evitate le corse al supermercato dell’ultimo minuto e non osate aprire la casella e-mail, soprattutto se si tratta di quella dell’ufficio.

Ora arriviamo al pranzo: non siete costretti a cucinare teglie di parmigiana di gobbi, ravioli ai tre arrosti o una pitta ‘mpigliata, ma vi consigliamo caldamente di non arrivare nemmeno a scaldarvi la pasta al burro di un paio di giorni prima, perché potrebbe scatenare attacchi di tristezza a cui sarà difficile porre rimedio.
Diversamente, proponiamo un pranzo colorato, ricco, che vi faccia sentire come davanti a un banchetto, o a una degustazione dei vostri piatti prediletti. Mettete in tavola piatti facili da preparare, come quiche, o polpette, che potete cucinare anche qualche giorno prima, magari consultando anche gli chef domestici di famiglia, ma più per farli sentire partecipi che per vera necessità. Il cibo, ancora una volta, sarà un modo per sentirsi vicini, di scambiarsi confidenze e recuperare aneddoti. Ampio spazio poi a taglieri di formaggi e salumi, da abbinare a panini e pagnotte particolari, dagli aromi insoliti. Accanto a questo banchetto, se lo desiderate, potete abbinare un primo piatto più sostanzioso, il vostro preferito, quello che non vi delude mai quando vi mettete ai fornelli, che sia una lasagna o un piatto di spaghetti aglio, olio e peperoncino.

Iniziate quando volete, concludete quando lo desiderate, fate una pausa per giocare a carte – o ai videogiochi, perché no? – leggere un libro, vedere un film, e poi se avete ancora fame riprendete il pranzo per merenda.

Sarà un Natale diverso, allora perché non renderlo semplicemente una giornata felice? Un po’ sottosopra magari, un po’ infantile, non dissimile a una festa che avrebbe potuto organizzare Pippi Calzelunghe o il Cappellaio Matto, ma che vi lasci il ricordo di un 25 dicembre strano, ma bello.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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