8 giorni di lockdownIl compromesso di Natale: feste con chiusure a singhiozzo

Il nuovo dpcm allo studio del governo non impedirà a chi ha già prenotato di partire entro il 20 dicembre. Subito dopo, gli spostamenti tra regioni verranno bloccati. Tra il 24 e il 27 saranno chiusi anche bar, ristoranti e negozi. Poi si riaprirà per tre giorni. La zona rossa rientrerà in vigore infine tra il 31 dicembre e il 3 gennaio

Foto Claudio Furlan - LaPresse

Il lockdown di Natale, alla fine, potrebbe durare otto giorni. E a singhiozzo: dal 24 al 27 dicembre e dal 31 dicembre al 3 gennaio. Ovvero nei giorni festivi e prefestivi, esclusa l’Epifania.

Nei giorni di lockdown saranno chiusi ristoranti, bar e negozi. Vietati i movimenti non essenziali, anche all’interno del comune di residenza, con l’obbligo di autocertificazione e controlli per strada. Bandite feste e cenoni, ma anche il pranzo fuori dal proprio nucleo convivente. Con due deroghe: è possibile allargare gli incontri di famiglia al massimo a due «congiunti stretti», ad esempio i genitori anziani, con la raccomandazione della mascherina. E sarà consentito celebrare le messe, rispettando alcuni limiti orari già in vigore per il coprifuoco.

Il compromesso però è ancora soggetto ancora all’approvazione di Italia Viva, che ha disertato sia il summit tra capidelegazione a Palazzo Chigi sia l’incontro notturno che Giuseppe Conte ha provato a organizzare per varare il dpcm. Oggi è previsto invece l’incontro tra Matteo Renzi e la ministra dell’Agricoltura Teresa Bellanova, rientrata da Bruxelles, per la riunione sulla verifica di governo.

Si tratta però di un compromesso al rialzo per i rigoristi, scrive Repubblica. Conte si è opposto a un blocco lungo del Paese e a nuovi limiti per fermare il previsto esodo del 19-20 dicembre. Le prenotazioni sono in piedi – sostiene il presidente del Consiglio – le ferie programmate, non possono essere fermate.

Quindi il blocco agli spostamenti tra regioni dovrebbe partire dal 21 dicembre: ci si potrà spostare da una regione all’altra solo per lavoro, necessità o urgenza e , sempre, per far ritorno alla propria residenza, domicilio o abitazione dove sarà possibile ricongiungersi anche con il partner che lavora in un’altra città. Questo fino al 24, quando scatterà invece il lockdown fino al 27. Per poi riaprire dal 28 al 30 dicembre. E richiudere, con l’entrata in vigore della zona rossa, dal 31 dicembre al 3 gennaio.

La richiesta iniziale di Roberto Speranza, Dario Franceschini e Francesco Boccia, supportati dai Cinque Stelle, era quella di bloccare tutto dal 21 dicembre al 6 gennaio, o quantomeno dal 24 al 6. Il premier però si è opposto al lockdown di due settimane. Alla fine, si è raggiunto un punto di intesa. E il capo dell’esecutivo ha accettato l’idea delle vacanze di Natale per lo più in lockdown, ma a singhiozzo, per «scongiurare la terza ondata».

La zona rossa varrà per otto giorni, mentre per il resto delle feste dovrebbero restare in vigore le regole dell’area gialla: ristoranti aperti a pranzo, negozi tutto il giorno, coprifuoco alle 22. Dovrebbero, perché i rigoristi premono per prevedere in quelle date una zona arancione, con limiti alla circolazione extra comunale. Proprio a questo scenario si oppone Conte. E forse anche la ministra Bellanova.