Lo scontro sui fondi europeiSupermanager per il Recovery Plan: è già partito il totonomi

A differenza di quanto si era detto all’inizio, non dovrebbero essere pescati dai vertici delle partecipate pubbliche. Il Corriere parla di Riccardo Cristadoro, a cui sarebbe affidato il coordinamento dei settori. Fabrizio Barca potrebbe guidare il capitolo della coesione sociale e territoriale

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

La mediazione nel governo sulla governance e i contenuti del Recovery Plan italiano ancora non è stata trovata. Ieri sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, facendo il punto con i vertici della maggioranza giallorossa, ha preferito prendersi qualche altro giorno per evitare il muro contro muro con Matteo Renzi. Ma non solo, visto che anche il ministro della Salute Roberto Speranza lamenta la scarsità delle risorse destinate alla sanità. E pure una grossa fronda del Pd sarebbe contraria alla task force prevista da Conte.

Intanto però – scrive oggi il Corriere – è già partito il totonomi di quella che dovrebbe essere, almeno nei piani di Conte, la squadra dei sei supermanager che dovranno amministrare i 209 miliardi di euro destinati all’Italia dal programma europeo Next Generation Eu. Persone di «comprovata capacità manageriale» che però, secondo i critici, finirebbero per sostituirsi al governo. E infatti sul loro ruolo ancora non c’è alcuna certezza.

Ma alcuni nomi cominciano già a circolare. A differenza di quanto si era detto all’inizio, i manager non dovrebbero essere pescati dai vertici delle partecipate pubbliche. Una commistione di ruoli che non sarebbe gradita, tra l’altro, dalla Commissione europea.

In pole position, secondo quanto riporta il Corriere, ci sarebbe Riccardo Cristadoro, consigliere economico di Giuseppe Conte, che lo ha pescato dalla Banca d’Italia. A lui potrebbe andare il ruolo di coordinatore dei responsabili dei singoli settori.

Poi, si fa anche il nome dell’ex ministro Fabrizio Barca, oggi alla guida del Forum Disuguaglianze Diversità. Potrebbe essere Barca a coordinare i progetti nell’area della coesione sociale e territoriale, avendo alle spalle molta esperienza in materia. In alternativa, ci sarebbe Massimo Sabatini, direttore dell’Agenzia della coesione territoriale, che supporta i programmi di spesa dei fondi comunitari.

Per l’area università e ricerca, circolerebbero invece due nomi: Stefano Paleari, ex rettore a Bergamo e già commissario di Alitalia; e Giacomo Mancini, ex rettore a Viterbo e oggi al ministero dell’Istruzione a capo del dipartimento che si occupa di ricerca.

Paolo Tedesco, mobility manager di Sogei, è in lizza invece per il capitolo mobilità.

Ma ancora nessuno è stato chiamato. E soprattutto serviranno anche nomi di donne. In giro, di brave, ce ne sono tante.

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