Effetto MerkelVerso la zona rossa a Natale, il governo teme la terza ondata

Dopo il ritorno in zona gialla di alcune regioni, la spinta ai consumi e il cashback natalizio, l’esecutivo fa marcia indietro e pensa a una stretta durante le feste. Oggi il vertice con il Comitato tecnico scientifico. Boccia: «In questo momento affari e salute non sono conciliabili»

Foto Claudio Furlan - LaPresse

Negozi, bar e ristoranti chiusi nei giorni festivi e prefestivi: è la stretta che il governo potrebbe decidere già oggi, lunedì 14 dicembre. Sulla scia di quanto deciso da Angela Merkel in Germania e di fronte alla folla nelle strade – con la prima domenica in zona gialla di alcune regioni – il governo è pronto a fare marcia indietro rispetto alla suddivisione del Paese in diverse aree di rischio. L’ipotesi è quella di provvedimenti restrittivi per tutto il Paese per Natale e Capodanno.

Di questo si è discusso ieri sera durante il vertice d’urgenza chiesto dal Pd e convocato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte con i capi delegazione. I possibili scenari sono tre, validi per otto o dieci giorni a cavallo delle feste – scrive Repubblica. La prima opzione prevede l’istituzione di una zona arancione nazionale, la seconda una zona rossa per tutto il Paese – lasciando però solo un margine di flessibilità agli spostamenti nel giorno di Natale. La terza opzione, più soft, è chiudere bar e ristoranti con un coprifuoco anticipato alle 18 o alle 20 per evitare cene e feste nelle abitazioni private.

La scelta definitiva potrebbe arrivare già oggi dopo il confronto con il Comitato tecnico scientifico. È ”l’effetto Merkel” che spegne quella euforia del governo della spinta ai consumi per sollevare l’economia e del cashback natalizio. La curva del contagio scende, ma troppo lentamente. E a gennaio il governo ora teme la terza ondata. Con il vaccino che arriverà meno rapidamente di quanto ci si aspettasse, e soprattutto – almeno inizialmente – con meno dosi.

Il ministro per gli Affari regionali Vincenzo Boccia a Repubblica dice di condividere la scelta della Germania di un lockdown generale: «Dobbiamo dirci fino in fondo se la pausa natalizia serve a mettere in sicurezza il Paese o se deve essere guidata solo dalla volontà di favorire il business. In questo momento affari e salute non sono conciliabili».

Il consigliere del ministro della Salute Walter Ricciardi non parla di terza ondata: «È ancora in corso la seconda, visto che non stiamo appiattendo la curva dei contagi. A gennaio potremmo vederla rialzare la testa. Fa bene la Germania ad approfittare dei giorni di festa per prendere provvedimenti restrittivi. A febbraio o marzo, così, ripartirà come una locomotiva». E sui vaccini spiega: «Ci vorrà un po’ di tempo per vedere l’effetto positivo delle vaccinazioni. Se va tutto bene, bisognerà aspettare aprile o comunque i mesi prima dell’estate per avere una buona copertura. Non mi riferisco all’immunità di gregge, che arriverà solo a fine anno, ma alla protezione intanto di un buon numero di persone a rischio. Insomma: bisogna aspettare e quindi bisogna mantenere comportamenti adeguati».

Chi si aspettava una deroga ampia rispetto al divieto di spostamento tra comuni resterà deluso. La mozione che potrebbe essere depositata questa mattina in Senato prevede che il giorno di Natale, il 26 dicembre e l’1 gennaio 2021 si possa uscire soltanto dai confini dei centri con meno di 5.000 abitanti e raggiungere posti che si trovano a una distanza massima di 30 chilometri. Ma non si può escludere che durante il dibattito a Palazzo Madama passi una versione della norma meno restrittiva.

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