Foraging domestico Finite le feste, mangiatevi l’albero di Natale

Terminate le celebrazioni, è arrivato il momento di spegnere le lucine, slegare i festoni e riporre le decorazioni. Che fare, poi, dell’abete vezzeggiato per un mese come invitato speciale? C’è chi pensa a come cucinarlo

L’Epifania tutte le feste si porta via. Poi c’è stata una improvvisa zona gialla, poi un week end. Ma al termine delle grandi abbuffate, dei pasti luculliani (seppur in tempo di Covid, quindi con un numero di commensali ridotti), è davvero giunta l’ora di smantellare i presepi e gli alberi di Natale.

In diverse città italiane i servizi di smaltimento dei rifiuti invitano a fare due cose: se l’albero è ancora vivo, vegeto e rigoglioso, il suggerimento è di ripiantarlo lì dove può avere una vita nuova. Se l’albero è in pessime condizioni si può smaltire nelle isole ecologiche. Ma le foglie degli alberi sempreverdi possono essere anche mangiati. A suggerirlo è Julia Georallis, che ha pubblicato il suo “Come mangiare il tuo albero di Natale” (How to eat your Christmas Tree), un libro di ricette di cucina legato agli alberi sempreverdi.

Ma quali ricette possono essere messe in pratica per mangiarsi il proprio albero? La regola principale è una: le foglie devono essere davvero buone. Quindi, se si sono laccati gli aghi, o se si è usata qualche vernice per colorarlo o per gli addobbi, è sempre meglio lasciar perdere.

La ragazza, londinese, spiega come gli aghi degli alberi usati per il Natale hanno gusti diversi. L’abete “classico” può avere un gusto più “piccante” dell’abete rosso, che invece ha un gusto più aranciato e che nel gelato può conferire un gusto simile alla vaniglia. Il pino (che viene usato per alcune decorazioni) ha invece un gusto molto più delicato e floreale. Ma attenzione: non tutte le conifere sono idonee per essere mangiate. Alcune, come i cipressi e i tassi, possono essere tossici.

Georgallis propone, tra le ricette, i sottaceti fatti con aceto di albero di Natale. In un barattolo di due litri si deve mettere aceto bianco (o aceto di sidro) e 200 grammi di aghi dell’abete, opportunamente tritati. L’aceto va scaldato (e non bollito) e poi messo tutto in infusione, nel barattolo, per un massimo di 3 mesi.

Gli aghi di abete possono essere usati anche per cuocere il pesce al forno (viene suggerita la trota o la rana pescatrice). In sostanza, le ricette ci sono. Gli alberi in casa, pure. Tanto vale sperimentare anche l’albero di Natale tra i fornelli.

Poi, però, facciamocene una ragione: le feste, almeno quelle natalizie, saranno finite davvero.

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