Pennellate di ciboLa sostenibile leggerezza del piatto

Combinare arte e cibo nella rappresentazione di un sapore tutto italiano: questa la mission di Guzzerie, start up milanese che illustra i piatti della tradizione nostrana e degli chef stellati. Pesto, cannoli, amatriciana o salumi da appendere alle pareti di casa per risvegliare estetica, ricordi e gusto

Nell’epoca in cui andare in un ristorante, soprattutto stellato, assomiglia più all’idea platonica della caverna, l’arte si prende gli spazi del cibo e lo fa nelle maniere più diverse. Francesco Bevacqua è il giovane – perché a 27 anni lo si è (e molto) – fondatore di “Guzzerie – The Italian Art of Taste”, una start up milanese che durante il lockdown ha dato forma a una nuova idea di cibo illustrato. E lo ha fatto a partire dai piatti degli chef stellati italiani.

«Ho da sempre una passione per la cucina e per l’arte» racconta Bevacqua «ho frequentato il liceo artistico e poi lo IULM, ho lavorato nella comunicazione insieme a Davide Oldani, e oggi mi occupo di consulenza aziendale nel mondo del gift e dei gadget. Durante il primo lockdown ho messo insieme tutte le mie competenze e ne è uscita Guzzerie, un progetto di illustrazione con un canale e-commerce, che vuole essere il ponte ideale fra la cucina, anche stellata, l’arte e le persone. Ho iniziato contattando diversi chef stellati e ho proposto di illustrare i loro piatti più iconici e così, attraverso un programma di grafica a computer, sono nati i disegni “Stellati”, che danno una veste innovativa e artistica alle loro creazioni».

In questo modo è possibile “vestire” la propria cucina con le linee sferiche di “Caprese Dolce Salato” di Aprea, le forme futuristiche del “Baccalà mantecato, castagne e zucca senapata” di Tommaso Arrigoni o gli iconici “Gnocchi rossi e neri” di Sadler, con tanto di ricetta gentilmente fornita dagli chef. «Il motore di questo progetto è la voglia di portare qualcosa di bello e riconoscibile, che funzioni da stimolo, che appenda alle pareti di casa un sapore o un’emozione legata a un piatto, combinandola con una parte esperienziale grazie alle ricette. I piatti stellati, infatti, sono una sorta di spin-off del progetto principale, che si concentra sul cibo della tradizione italiana» continua «una forma sofisticata di arte disposta in origine sul piatto e che viene poi messa su carta».

La carta però non è una qualsiasi, ma prodotta con ekoenergia dalla cartotecnica Favini, con il 15% di carta riciclata da sottoprodotti industriali e il 40% da imballi post consumo, e con una riduzione di carbon footprint del 20%. «Questa carta è certificata FSC, che ne assicura la provenienza da un processo sostenibile e garantisce che, tagliato un albero, se ne piantino altri due, perché non si può parlare di salvaguardia del nostro patrimonio culturale senza agire anche dal punto di vista pratico. I formati delle illustrazioni sono A5, A4 e A3, in un range di prezzo che va dai 4,90 Euro ai 19,90 Euro, per un prodotto che sia accessibile per tutti. Una forma d’arte approcciabile, che promuova la tradizione gastronomica di questo paese dove ogni luogo, ogni regione, talvolta ogni città, ha un cibo tutto suo, fortemente caratterizzante».

Ci sono così il sicilianissimo cannolo con il ripieno di ricotta di pecora, le gocce di cioccolato fondente, lo zucchero e le ciliegie candite, la cotoletta milanese, rigorosamente con l’osso, con pomodorini pachino e rucola fresca, e le morbide lasagne bolognesi imbottite di ragù e besciamella. Nella carrellata di Guzzerie non mancano i cocktail, lo Spritz veneziano, quello originale con prosecco, Aperol, soda e arancio, o il Negroni, che da Firenze porta con sé il suo mix di Vermuth Rosso, Bitter Campari e Gin in identiche proporzioni.

«Riportando la ricetta all’interno dell’illustrazione, anche con i piatti stellati, ho cercato di arricchire la valenza artistica con la sensorialità del “guardo e gusto”, superando il mero lato estetico e arricchendolo a livello esperienziale. Avere in cucina il piatto di uno stellato è un modo per portarsi a casa un ricordo, tradotto in linee e colori, che raffigura la creatività del genio culinario, che ci comunica delle sensazioni positive e ci dà la voglia di sperimentare. Lo stesso vale con i piatti della tradizione: io amo il pesto, a casa mia madre lo preparava sempre, ma credo che ognuno di noi abbia un piatto che lo riporta all’infanzia o lo lega a un momento felice, e allora perché non appenderlo alle pareti? Il mio sogno è quello di diffondere il più possibile la nostra cultura e la nostra tradizione, entrando nelle case degli italiani, nelle sale delle osterie, nei ristoranti, diffondendo bellezza», conclude.

“Guzzerie” arriva dal milanese “guzzo”, gustoso, come le sue illustrazioni tricolore, divise in quattro diverse collezioni “Dishes”, “Coktails”, “Typical products”, “Salumi and Cheese”, in tutto il meglio della tradizione italiana. Ma c’è da sperare che un domani arrivino le tovagliette e i sottobicchieri, magari anche i grembiuli. Perché, in fondo, si sa, al gusto non c’è mai fine.

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