Il pallottoliereDi Maio dice che la maggioranza assoluta non serve per andare avanti

Il ministro degli Esteri in un’intervista al Corriere spiega che servirà solo per «lo scostamento di bilancio e per pochissimi altri atti. E quando servirà ce l’avremo». Ma tra «governi stiracchiati, governicchi e governissimi, allora meglio il voto»

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Nel giorno della prima conta alla Camera dei deputati, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio non sembra avere dubbi sulla tenuta del governo. «La maggioranza assoluta – dice in un’intervista al Corriere della sera – è uno specchietto per le allodole, quando servirà l’avremo».

Il vero giorno del destino sarà quello di domani, con il passaggio dal Senato. «Noi siamo fiduciosi per martedì», dice Di Maio, «ma al momento attuale è una crisi aperta, aperta da Renzi in modo irresponsabile. Conte in Aula parlerà e lì ci sarà una distinzione tra costruttori e distruttori. Trovo folle pensare a elezioni nel mezzo di una pandemia, ma voglio chiarire subito che tra governi stiracchiati, governicchi e e governissimi allora meglio il voto». Esclusi, per il ministro Cinque Stelle, anche l’ipotesi di un governo tecnico: «I governi tecnici in tempi di crisi abbiamo già visto cosa sono in grado di fare».

Quanto a un possibile ritorno in maggioranza con Italia Viva di Matteo Renzi, Di Maio ripete: «Quando abbiamo dato vita a questo governo lo abbiamo fatto superando profonde difficoltà e diffidenze con tanti, anche con lui. Chi rompe non può più essere un interlocutore credibile».

Il problema, però, è quali numeri riuscirà ad avere Conte in Senato. Per Di Maio, «quello della maggioranza assoluta è un giochino di Renzi per costruire uno specchietto per le allodole». Secondo il ministro degli Esteri, «la maggioranza assoluta serve per lo scostamento di bilancio e per pochissimi altri atti. E quando servirà ce l’avremo».

La trattativa con i «costruttori», però, pare essersi arenata. «La nostra proposta in Aula», dice Di Maio, «si rivolgerà anche a quelle realtà parlamentari in grado di aprire un patto di rilancio per il Paese. Possiamo tracciare la via, insieme, per i prossimi anni».

Sulle critiche al Recovery Plan arrivate già da Bruxelles, Di Maio dice che «non c’è niente di ufficiale». Però, dice, se così fosse «non potremo migliorarlo perché c’è qualcuno che ha aperto la crisi. Una crisi che sta bloccando tutto. Se non la supereremo, non potremo votare nemmeno il decreto ristori».

 

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