Oltrepò PaveseUna terra a sud del fiume Po: l’itinerario da scoprire appena si potrà

Immaginiamo di partire in una giornata di primavera, liberi da limiti e zone colorate, e di vagare in questo territorio scoprendone i gioielli gastronomici. Dal Pinot Nero al Riesling, dal salame di Varzi al miele di tiglio. Un vero tripudio di territorialità

L’Oltrepò è un’area geografica della Provincia di Pavia che prende il nome dalla propria posizione oltre il fiume Po. È il lembo meridionale della Lombardia, un crocevia da un punto di vista storico e culturale. A ovest l’Emilia, al centro la Valle Scuropasso, dominata dal Castello di Cigognola, poi Casteggio, il nucleo storico, e poco più a ovest siamo in Piemonte. Fino a toccare la Liguria, attraverso le impervie zone montuose. La forma è quella di un grappolo d’uva, le sue valli principali  si aprono a ventaglio sulla breve fascia pianeggiante che accompagna il fiume. È una terra collinare, con ripidi versanti nella zona del primo Appennino, mentre nell’area orientale verso il Piacentino le dorsali sono più arrotondate. Questo ci fa comprendere quanto variegato sia il panorama dell’Oltrepò e accende i riflettori sulla ricchezza dei prodotti che offre.

Area estremamente vocata alla produzione di vino, terza italiana più estesa per superficie investita quasi completamente a vite. Le zone caratterizzate da argille e limi dei pianali terrazzati, nonché quelle contraddistinte da marne argillose e marne sabbiose, sono idonee per la coltivazione dei vitigni tradizionali a bacca nera, quali Barbera, Croatina e Uva Rara. La presenza, nella rimanente parte del territorio D.O.C., di aree ad arenarie e conglomerate, vena del gesso, marne sabbiose, rende questi territori ottimali per la coltivazione del Pinot Nero e della maggior parte dei vitigni a bacca bianca.

Ed è proprio dal vino che questo territorio ha deciso di ripartire per un rilancio, con un progetto supportato da Regione Lombardia, Unioncamere Lombardia e la Camera di Commercio di Pavia , che collaborano nell’ambito dell’Accordo per la Competitività per sviluppare azioni legate alla valorizzazione delle eccellenze enoagroalimentari del territorio pavese, insieme al Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, al Distretto del Vino di Qualità dell’Oltrepò Pavese e al Consorzio Club Buttafuoco Storico. Una squadra forte e coesa, al fianco delle aziende vitivinicole, per trasmetterne la forte identità  e permettere di fronteggiare la crisi indotta dalla pandemia e rimanere competitive in un mercato dominato da grandi concorrenti, ridefinendo il proprio posizionamento. La sfida è quella di riuscire a far conoscere un’area rurale che non solo fotografa un mosaico di vigne, ma che è ricca di produzioni, specificità locali e di un patrimonio culturale, materiale e immateriale, in grado di rendere questo territorio molto interessante ed attrattivo, con una grande cultura dell’accoglienza.

I viaggi di gusto che si possono compiere tra le variegate tipologie di vini prodotti in Oltrepò sono numerosi. Si potrebbe iniziare dalla scoperta di un principe di questa terra, il Pinot Nero, vitigno caparbio, poliedrico e non semplice, che qui trova espressioni difficilmente raggiungibili altrove. Declinato in tre versioni principali: Metodo Classico, Metodo Classico Rosé, Cruasé, alle quali si aggiunge poi l’alternativa in rosso. Stiamo parlando di un vitigno che esprime potenza, struttura e acidità. Per le bollicine un bouquet fine e gentile, ampio e persistente e un sapore sapido, di buona struttura, armonico. Nel rosso troviamo un colore rubino intenso, talvolta con riflessi amaranto o granati. In bocca è vellutato, fruttato, di buon equilibrio e struttura.

Il viaggio continua con l’incontro del l’Oltrepò Pavese Riesling DOC, bianco raffinato dai profumi intensi, colore paglierino e grande espressione del terroir locale e il Buttafuoco DOC, del Consorzio Club del Buttafuoco Storico, che si propone di preservare una vera unicità locale, nella versione storica. Un vino rosso e corposo, prodotto in piccole quantità e affinato in legno, con sentori di frutta rossa e talvolta speziati.

E ancora la Bonarda DOC, classico vino da tavola dai riflessi color rubino, lievemente tannico e al gusto ricorda marasca e piccoli frutti rossi. Il vitigno utilizzato per la sua produzione è la Croatina, bacca nera, grappolo grande, un vino simbolo della convivialità e fondamentale per l’economia del territorio, prodotto in grandi numeri dalle piccole e dalle grandi aziende.

Il Sangue di Giuda si compone principalmente di Croatina, Barbera e Uva Rara, è un vino dolce, in sostanza una versione da dessert dell’Oltrepò Pavese. Rosso rubino, con riflessi violacei, fragranza di spezie e frutta, una spuma rosata e persistente che offre un gusto dolce, di buon corpo. Un vino tenuto in poca considerazione dal mercato, ma importante per il territorio.

Ad accompagnare questo ricco panorama vitivinicolo ci sono prodotti straordinari, salami maneggiati da piccoli artigiani, un riso che qui trova la massima espressione, formaggi sapientemente lavorati, come il Quartirolo Lombardo DOC o la Caciotta Pavese, con le sue note di burro cotto, nocciola, paglia e fieno, latte fresco. Marmellate di grande carattere, come quella di cipolla di Breme, albicocche e pepe verde, preparata con la cipolla DeCo, specialità della località di Breme e con albicocche del territorio. Dolci semplici e confortanti, come le Offelle, prodotto da forno tipico della Lomellina.

Un territorio di indubbio interesse quello dell’Oltrepò Pavese, ricco di tradizione e di grandi prodotti della terra, con molte sfaccettature ancora da scoprire. Una realtà fiera e consapevole, che ora più che mai ha compreso l’importanza di comunicarsi in maniera netta e distintiva al pubblico, facendo conoscere i tesori che cela e valorizzando la qualità dei prodotti e della proposta di accoglienza.

Un piano d’azione che guarda al domani, con una guida 2.0 al turismo slow nella provincia pavese attraverso un’app, incontri e degustazioni virtuali per esserci anche in questo periodo di pandemia, una campagna marketing territoriale del vino per spiegare le peculiarità del ricco patrimonio di vitigni del territorio. L’unione di tante realtà locali per migliorare vari aspetti delle attività agricole e per elevare gli standard delle diverse tipologie di vino, facendo crescere nel consumatore la percezione della qualità.

L’Italia è uno scrigno di meravigliosi territori, grandi o piccoli, noti o più sconosciuti, rurali o cittadini, popolosi o quasi deserti. Differenti certo, ma tutti con importanti e autentiche tradizioni, con radici profonde nel passato e slancio verso il futuro. E questa storia, che narra la voglia di raccontarsi e farsi conoscere nella propria peculiarità, è un esempio di quanto forte sia il senso di appartenenza che abita chi questi territori li vive e li fa vivere ogni giorno.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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