Circolazione positivaLa nostra società resterà basata sul denaro finché non saremo in grado di orientare la ricchezza

I soldi sono privi di segno ed è l’uomo che decide come considerarli e per quali scopi servirsene. Sarà quindi fondamentale per il futuro usare l’energia che i capitali possiedono non per accumulare ma per smuovere le economie mondiali

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Da qualche giorno circola la notizia che un programmatore tedesco che abita a San Francisco avendo dimenticato la password per accedere al proprio portafoglio elettronico contenente 7.002 Bitcoin, rischia di perdere per sempre il relativo valore di circa 220 milioni di dollari. Interpellato dal New York Times ha raccontato di aver perso il foglietto sul quale aveva appuntato la parola chiave e di avere già sbagliato 8 tentativi sui 10 possibili prima di vedersi bloccare l’accesso e dire così addio al suo patrimonio.

Secondo la Wallet Recovery Services, questo incidente occorre con una discreta frequenza tant’è che circa il 20 per cento di quasi 19 milioni di Bitcoin al mondo, è perso perché i possessori non ricordano la parola segreta usata per accedere al conto. Una percentuale rilevantissima se consideriamo quanto questa moneta digitale è diventata la forma di investimento preferita dai cosiddetti nerd e ha reso milionari in pochissimo tempo molte persone. 

Lanciato nel 2008 dal misterioso hacker Satoshi Nakamoto, un solo bitcoin alla fine dell’anno scorso valeva 28.966 dollari, più del quadruplo rispetto all’inizio dell’anno scorso. Registrando, oltretutto, un ulteriore netto aumento del suo valore rispetto al dollaro – come ha recentemente scritto Bloomberg Businessweek – già nei primi giorni del nuovo anno.

Ciò a cui stiamo assistendo oggi è un irreversibile processo di digitalizzazione dell’economia, un fenomeno che avrà un enorme impatto sociale i cui effetti non sono ancora nemmeno immaginabili. Uno di questi è certamente il suo peso sull’ambiente. In un recente servizio su quanto inquina la nostra vita digitale, Milena Gabanelli ha evidenziato, tra l’altro, come per la creazione di un solo bitcoin serva tanta energia quanta quella che serve in due anni a una famiglia americana media.

Se non eliminiamo il solito fraintendimento che l’essere umano stia da un lato e la tecnologia, lo strumento, stia dall’altro, saremo sempre vittime di una dualità del tutto infondata da cui bisogna liberarsi molto in fretta, riconducendo queste due parti ad un’unità che, peraltro, è la loro condizione naturale: la tecnologia al servizio dell’uomo. 

Nel mio libro “Il tempo dei Nuovi Eroi” ho riportato una lunga riflessione sulla natura del denaro, evidenziando quanto sia dotato di una forza propria che agisce con la sua propria energia. Anche su queste pagine mi è capitato più volte di affermare che una forza non esprime mai la propria polarità in maniera assoluta, bensì è la sua relazione con il contesto in cui si manifesta che ne determina la polarità. Se anche eliminassimo il denaro e lo sostituissimo con altro, anche questo altro verrebbe caricato della medesima energia.

Il denaro dunque è privo di segno, è l’uomo che decide come considerarlo, come servirsene, per quali scopi, mosso da quali sentimenti, indotto da quali pensieri, attratto da quali aspirazioni. Nella sua dimensione materiale il denaro infatti possiede l’energia per dare forma ai nostri pensieri e ai nostri sentimenti. Tuttavia, sta a noi definire se farlo diventare il nostro padrone, il nostro servo, o peggio, il nostro consigliere. 

Fintanto che la nostra società resterà basata sul denaro sarà fondamentale saper usare l’energia che il denaro possiede. Usare significa orientare, e orientare non significa accumulare ma significa lasciar circolare. E tale circolazione deve avvenire in maniera positiva e creativa per contribuire al Bene dell’umanità intera. Questo non significa che non possiamo fare delle riserve mirate per costruire la nostra libertà finanziaria, ma non possiamo non tenere conto che l’accumulo produce il ristagno, il ristagno genera insensibilità e ignoranza, sia nei ricchi sia nei poveri. E l’ignoranza è l’anticamera della violenza. E una volta che si apre la via della violenza, questa improvvisamente ci riguarda tutti, ricchi e poveri.

Il denaro è estremamente importante e necessario lì dove e quando serve, ed estremamente inutile e pericoloso lì dove e quando non serve. Chi pensa che i soldi rovinino le persone, provi invece a riflettere sull’idea che sono proprio le persone che rovinano i soldi.