Zona rosaA dicembre crolla il lavoro femminile: quasi 100mila occupate in meno

Secondo l’Istat nell’ultimo mese dell’anno l’occupazione si è ridotta di 101mila unità, soprattutto tra le donne e gli autonomi. Da febbraio persi oltre 420mila posti. Nonostante la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti, a dicembre si contano meno 16mila contratti a tempo indeterminato

Foto LaPresse - Claudio Furlan

La zona rossa e le restrizioni di Natale si fanno sentire sulla crisi del lavoro. Nell’anno in cui «nessuno deve perdere il lavoro per colpa del virus», i dati di dicembre ci dicono invece che non è andata per niente così. Nell’ultimo mese dell’anno, secondo gli ultimi dati Istat, si contano 101mila occupati in meno rispetto a novembre. Un crollo a picco in un solo mese, concentrato quasi unicamente tra le donne, i giovani e gli autonomi. Con il bilancio della pandemia che porta a oltre 420mila i posti di lavoro persi da febbraio (-444mila in un anno). Mentre gli inattivi, gli scoraggiati che non hanno un lavoro e non lo cercano, sono 400mila in più.

Gli ultimi dati dell’istituto di statistica registrano la forte crisi del lavoro femminile. In un solo mese, tra le lavoratrici, si contano quasi 100mila occupate in meno (99mila). In un anno ne mancano all’appello 312mila, facendo precipitare il già basso tasso di occupazione femminile italiano al 48,6%.

La perdita di occupati nel mese di dicembre si registra in tutte le fasce d’età, in particolare nella generazione di mezzo dei 35-49enni (-74mila), a eccezione dei lavoratori over 50, dove l’occupazione aumenta soprattutto per effetto della componente demografica (oltre che per una maggiore protezione delle forme contrattuali concentrate in questa fascia d’età). Diminuisce di 0,6 punti il tasso di occupazione giovanile e aumentano sia la disoccupazione sia l’inattività. In un anno, al netto della componente demografica, si conferma il forte calo degli occupati under 35 (-5,4%) e la crescita (+0,6) degli over 50.

Nonostante la cassa integrazione e il blocco dei licenziamenti, a dicembre si contano 16mila contratti a tempo indeterminato in meno – probabilmente per effetto degli incentivi all’esodo volontario che molti lavoratori stanno accettando. Per i contratti stabili, comunque, il saldo annuale resta positivo di 158mila unità, seppure in rallentamento rispetto ai mesi scorsi.

Si riducono in misura minore (-7mila) i contratti a termine, che però in un anno scontano una emorragia di 393mila unità (-13,2%). Il grosso tonfo a dicembre, si registra tra gli autonomi, che perdono 79mila occupati in un solo mese, 209mila in un anno.

Torna a crescere il numero di persone in cerca di lavoro: il tasso di disoccupazione a dicembre sale al 9% (+0,2 punti) e tra i giovani al 29,7% (+0,3 punti). Sale il numero di inattivi (+0,3%, pari a +42mila unità) tra donne, 15-24enni e 35-49enni, mentre diminuisce tra gli uomini. Nell’arco dei dodici mesi, diminuiscono le persone in cerca di lavoro (-8,9%, pari a -222mila unità), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni: +3,6%, pari a 482mila scoraggiati in più.

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