Turismo polareLa trasferta artica della travel blogger Valentina Miozzo

La giovane modenese è emigrata all’estremo nord della Norvegia in un fiordo sperduto nel Mar Glaciale Artico. «Mi occupo della storica guesthouse di questo remoto e affascinante angolo di mondo. Un posto di pace, il paradiso per i birdwatcher e gli amanti della natura»

Valentina Miozzo

Mollare tutto e trasferirsi all’estremo nord della Norvegia per gestire una guesthouse in un fiordo sperduto nel Mar Glaciale Artico? Non è la trama di un film ma uno spaccato di vita reale. Più precisamente, è la proposta che lo scorso settembre ha ricevuto la giovane modenese Valentina Miozzo, guida ambientale escursionistica e travel blogger professionista specializzata in turismo naturalistico.

«Il settore turistico è stato gravemente colpito dalla pandemia e anche il mio lavoro ne ha risentito ma la vita non finisce mai di stupirmi. Ho gestito per 10 anni un agriturismo in Italia e adoro accogliere viaggiatori. In più, ho sempre viaggiato e vissuto in luoghi caldi dunque trasferirmi nel Circolo Polare artico per partecipare a un progetto di turismo naturalistico rappresentava una nuova, bellissima e imperdibile opportunità».

Ora Valentina, che inizia a viaggiare in solitaria all’età di 18 anni, si trova a Kongsfjord, piccolo paese di 28 abitanti immerso nella tundra artica. Un ex villaggio di pescatori che si affaccia sul Mare di Barents, la parte del mar Glaciale Artico a nord della Norvegia e della Russia. I pochi turisti norvegesi che arrivano alla guesthouse gestita dalla travel blogger le chiedono stupiti «Come ci sei finita qui?». È un luogo remoto anche per loro. D’altra parte, il primo centro abitato è a 40 km, la prima cittadina a 60 km, il primo ospedale a 300 km.

Per arrivare a Kongsfjord, Valentina ha trascorso quattro giorni in macchina attraversando Italia, Lettonia, Estonia e Finlandia.

Kongsfjord, Foto di Hannele Fors

Routine artica

«Qui mi occupo della storica guesthouse di questo remoto e affascinante angolo di mondo. La Kongsfjord Guesthouse è una sorta di albergo diffuso di casette colorate che si affacciano sul Mar Glaciale Artico. Un posto di pace, il paradiso per i birdwatcher e gli amanti della natura».

Per arrivare alla Kongsfjord Guesthouse dalla casa-palafitta dove vive, Miozzo deve percorrere 2 km di lastra di ghiaccio, impiegare 5 minuti per raggiungere la macchina con ramponi ai piedi e 10 minuti per scongelare il parabrezza dell’auto «per fortuna dotata di gomme chiodate». Nel tragitto, ogni mattina saluta le foche del paese, «le comari della spiaggia artica». Una volta arrivata a destinazione, prepara la colazione per gli ospiti (in questo periodo lavoratori norvegesi di passaggio) e dopo aver sorseggiato un caffè inizia a lavorare al cambio stagione.

Turismo naturalistico

La Kongsfjord Guesthouse fa parte del progetto Wild Arctic di Skua Nature, realtà che si occupa di conservazione e turismo naturalistico, in particolare di birdwatching e fotografia.

«Conduce diversi progetti in Europa e da quest’anno anche il Wild Arctic all’estremo nord della Norvegia, dove stiamo lavorando all’ideazione di una rete di attività e operatori locali per promuovere itinerari di turismo naturalistico in questa zona. Mentre io mi occupo della guesthouse il resto del team è all’opera per costruire capanni fotografici di birdwatching per osservare l’avifauna di queste zone nel pieno rispetto degli animali».

«Oggi molti turisti vivono ancora la natura come un luogo da esplorare di cui usufruire, da cui trarre beneficio a livello fisico ed emozionale. Riconoscere la natura come fonte di benessere è una bella cosa a patto che l’interazione uomo-natura non si limiti al “prendere, usufruire, beneficiare di”. È molto importante che l’uomo inizi a comprendere che la natura va rispettata e tutelata e i comportamenti di un singolo turista fanno la differenza». In questo senso, il turismo naturalistico si propone come forma di turismo che avviene in contesti naturali rispettando l’ambiente. «Al giorno d’oggi – spiega Valentina – è raro trovare territori davvero selvaggi, che a maggior ragione bisogna proteggere e rispettare. Per questo, è importante valutare il proprio impatto, cercare di limitarlo e scegliere guide o tour operator attivi in questi luoghi in modo sostenibile».

Kongsfjord Guesthouse, Foto di Valentina Miozzo

Esperienza estrema

In questa esperienza ai confini del mondo Miozzo non è sola. «Prima di partire sapevo che avrei dovuto condividere la casa con un’altra ragazza, ma non avevo idea di chi fosse. Sono stata fortunata nel trovare Eugenia come collega, coinquilina ed amica. È mia coetanea e lavora anche lei per Skua Nature, mi affianca nella gestione della guesthouse come responsabile tecnico e cura la parte relativa agli ambienti esterni e alle attività all’aperto».

Vivere a Kongsfjord è per Valentina un’esperienza unica. «La tundra artica è un luogo incantevole: le aurore boreali, il sole di mezzanotte, i paesaggi innevati d’inverno e le praterie fiorite d’estate, le scogliere frastagliate dei fiordi, il rumore del vento e del mare. Natura all’ennesima potenza». Un’esperienza che risulta, ovviamente, anche molto impegnativa. «Ci vuole molta solidità emotiva e una buona compagnia». Tuttavia, spiega la travel blogger, la lunga notte polare, l’isolamento, la solitudine e il freddo non devono spaventare.

«Sto apprezzando ogni cosa che accade, anche le cadute sul ghiaccio e le bufere di neve. Tanto poi arriverà l’estate, con le sue 24 ore di sole e compenserà i due mesi di buio. Vivere qui è stupendo e allo stesso impegnativo, come una relazione d’amore. Starò qui… finché starò bene qui».