L’attesa delle parti socialiSecondo Landini «con Draghi possiamo far uscire l’Italia dalla precarietà del lavoro»

In vista dell’incontro con il presidente del Consiglio incaricato, il leader della Cgil annuncia che i sindacati chiederanno la proroga del blocco dei licenziamenti «fino a quando non saremo fuori dall’emergenza e non avremo contestualmente approvato una riforma degli ammortizzatori sociali universali»

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse

«Con Draghi possiamo far uscire l’Italia dalla precarietà del lavoro». Lo dice a Repubblica Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, in vista dell’incontro tra il presidente del Consiglio incaricato e le parti sociali. Non c’è ancora una data fissata sul calendario, ma il confronto ci sarà e questa è la notizia importante.

Perché, secondo il leader della Cgil, i 209 miliardi in arrivo dall’Europa serviranno a «creare nuovi posti di lavoro: lavoro di qualità per i giovani, le donne, per il Mezzogiorno. Questo è il vero obiettivo e non a caso, proprio il professor Draghi ha parlato di ricostruzione dell’unità del Paese. Io aggiungo: dell’unità sociale del Paese. Dobbiamo fare in modo che chi lavora per vivere possa farlo con dignità e non nella povertà. Deve essere la priorità».

Per una figura di sinistra come Landini, però, la presenza della Lega di Salvini nella maggioranza parlamentare potrebbe rappresentare un problema. «Salvini mi ha fatto venire in mente Enrico IV che va da Matilde di Canossa…», commenta Landini. «In ogni caso credo che il discorso debba essere diverso. Il Presidente della Repubblica ha incaricato Draghi per dare vita a un governo di alto profilo “che non debba identificarsi con alcuna formula politica”, alternativo alle elezioni per affrontare le emergenze e il futuro del Paese. Dunque la questione è il programma che il professor Draghi presenterà in una prospettiva di legislatura e in un contesto internazionale in forte cambiamento, anche e non solo, per l’elezione di Biden alla Casa Bianca. Per questo considero di rilievo il richiamo che il presidente incaricato ha fatto al coinvolgimento oltre che delle forze politiche anche degli attori sociali. È tutto il Paese che deve assumersi le proprie responsabilità. È una situazione inedita e straordinaria che ridisegna anche il quadro politico finora conosciuto».

Le riforme prioritarie, secondo il leader sindacale, vanno «dal fisco agli ammortizzatori sociali e alle politiche attive per il lavoro; dalla pubblica amministrazione agli interventi di politica industriale con un ruolo del pubblico nel processo di riconversione ecologica; dal sistema formativo al rafforzamento della sanità pubblica fino a una legislazione per riconoscere l’efficacia erga omnes dei contratti nazionali e la partecipazione dei lavoratori».

Per prima cosa, però, i sindacati chiederanno a Draghi una proroga del blocco dei licenziamenti oltre il 31 marzo. «Non una proroga sine die», dice, «ma fino a quando non saremo fuori dall’emergenza e non avremo contestualmente approvato una riforma degli ammortizzatori sociali universali, compreso il rafforzamento dei contratti di solidarietà».

Tutto, questo, auspica Landini, in una nuova stagione di concertazione tra sindacati, imprese e governo. «Non necessariamente un unico patto, anche più accordi», spiega. «Un grande accordo per il lavoro e la rinascita del Paese». Anche sulle pensioni: «Serve flessibilità: ciascun lavoratore deve poter decidere quando andare in pensione dopo aver compiuto 62 anni o dopo 41 anni di contribuzione».

Secondo Landini, Draghi ha capito «che il mercato da solo non risolve i problemi e che è arrivato il momento di un indirizzo pubblico nell’economia. Non perché il governo debba sostituirsi alle imprese, ma per definire un altro modello sociale e di sviluppo. È davvero necessario alzare lo sguardo. Quello che accade negli Usa o in Cina riguarda banalmente anche noi e il futuro dell’Italia è legato all’Europa che sapremo costruire».

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